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Castellanza
(29 Feb 2008)
Formazione, innovazione, ricerca: questi i
temi portanti degli interventi che si sono susseguiti nel corso
della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2007/08,
tenutasi questa mattina presso l’Università Carlo Cattaneo –
LIUC.
Alla presenza
di personalità del mondo accademico, politico, imprenditoriale,
l’ateneo ha sancito ufficialmente l’inizio del diciassettesimo
anno di attività, tracciando le direttive per il cammino futuro
e guardando con soddisfazione ai brillanti risultati raggiunti
finora.
“Siamo
nati con un preciso modello alle spalle –
ha
ricordato il Presidente
dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC, Paolo Lamberti
– con una finalità chiara, con un impegno forte - nei confronti
dei nostri studenti e di quanti sostengono la nostra attività-
ad assicurare sempre, come primo e più importante obiettivo
un’alta qualità degli studi.
Lamberti ha affermato che
“l’università è stata e deve continuare ad essere la fucina
della classe dirigente di un Paese e deve tornare anch’essa a
pretendere il massimo di impegno dagli studenti e a rifiutare la
deriva del diploma facile”, sottolineando che “il
concetto del merito deve essere fatto emergere dall’attuale
paludamento che sta investendo l’intero sistema della formazione
nel nostro Paese”.
Un traguardo importante, quello
raggiunto dall’Università Carlo Cattaneo, che negli ultimi mesi
ha conosciuto anche un ampliamento dei propri spazi: il
Presidente Lamberti ha infatti annunciato la recente conclusione
dei lavori di ristrutturazione di un nuovo edificio del
complesso della LIUC, che andrà a completare le già ampie
strutture destinate alla didattica e che sarà inaugurato il
prossimo il prossimo 4 aprile.
Nella
relazione del
Rettore Andrea Taroni,
al primo anno del suo mandato presso l’Università Carlo Cattaneo
– LIUC, sono state richiamate le numerose eccellenze che
l’ateneo può vantare: forte propulsione
all’internazionalizzazione, attraverso scambi con l’estero
(oltre 300 studenti ogni anno) ma anche corsi in lingua inglese,
8 master universitari altamente professionalizzanti e progettati
per rispondere alle esigenze dei diversi settori produttivi, 600
studenti in media ogni anno che intraprendono uno stage, diversi
dei quali all’estero, e molto altro ancora.
“Siamo piccoli, siamo giovani, ma
siamo agguerriti – ha
spiegato il Rettore – e lo siamo anche nel campo della
ricerca: la nostra organizzazione delle attività di ricerca è
basata su di una parte istituzionale, finanziata da enti
pubblici nazionali o internazionali, che viene svolta
all’interno degli istituti e quella invece su commessa che fa
capo ai centri di ricerca. Non esiste un ordine di priorità o di
rilevanza tra le due tipologie; anzi, esse si integrano e
consentono di raggiungere finalità diverse.
Se da un lato infatti, la ricerca
istituzionale consente di operare in ambito accademico con
riferimenti e collaborazioni nazionali ed internazionali, la
ricerca su commessa consente di operare in diversi ambiti, quasi
sempre in collaborazione con il mondo delle imprese o degli enti
locali, costituendo quindi mezzo di interazione e radicamento
con il territorio, non solo localmente, ma anche in ambito più
esteso”.
Tra le ricerche su commessa
ricordate dal Rettore, progetti di alto profilo quali quello su
Malpensa come risorsa strategica per l’internazionalizzazione
del Paese; il progetto Refocus destinato ai lavoratori over 45;
il progetto Logitauro per il recupero dell’area del porto di
Gioia Tauro.
Un quadro dei settori tecnologici
di più rilevante sviluppo e impatto ( tra questi energia,
nanotecnologie, biotecnologie e ICT –
Information and
Communication Technology) è stato
presentato dal Giacomo Buonanno,
Preside della Facoltà di Ingegneria nella sua prolusione,
nella quale ha fatto riferimento alle importanti ricadute che la
tecnologia può realizzare in termini di ottimizzazione dei
processi di filiera.
Il prof. Buonanno ha ricordato
l’esempio virtuoso costituito dal Lab#ID, Laboratorio sui
sistemi RFId (Radio Frequency Identification) della LIUC nato
nel 2006 e attivo in Gallarate: “Una realtà che si propone di
fare da catalizzatore per facilitare l’innovazione e sostenere
in maniera significativa le PMI del nostro territorio”.
Una riflessione che ben
si inserisce nel percorso tracciato dall’Università Carlo
Cattaneo – LIUC, che in questi 17 anni di attività ha rivelato
un’attenzione crescente alla formazione di professionisti che
sappiano prima di tutto trovare soluzioni, anche attraverso
l’applicazione delle tecnologie, nei diversi contesti.
Ospite graditissimo in una
circostanza così ricca di significato per l’Università,
Adriano De Maio,
Delegato regionale per l’Alta
formazione, la ricerca e l’innovazione della Regione
Lombardia e Presidente dell’IreR, è intervenuto
sul tema “Politiche regionali per la ricerca,
l’innovazione e il trasferimento tecnologico”: “Il grado di
successo di una comunità si può misurare dalla capacità di
attivare e di trattenere le risorse che risultano fondamentali e
critiche per lo sviluppo nel tempo. In una regione priva di
“materie prime” ad esclusione di quelle rappresentate dal
patrimonio di bellezze naturali ed artistiche, il principale
fattore di sviluppo nel tempo è basato sulla capacità di
innovazione. Pertanto le risorse critiche sono rappresentate
dalle persone qualificate, dagli investimenti in ricerca, in
attività produttiva ad alto valore aggiunto. Definire una
strategia per l’innovazione significa appunto aumentare la
“capacità di attrazione di territorio riguardo le risorse
critiche”.
De Maio ha sottolineato la
necessità di una sinergia tra elementi diversi per la
configurazione di un sistema con struttura a feedback positivo,
nel quale “ciò che va bene continua ad andar bene”: si rivelano
indispensabili la ricerca, le infrastrutture ma soprattutto la
formazione, sulla quale secondo il Presidente dell’IreR è
necessario investire mediante un piano di lunga durata, che
preveda un significativo impulso alla qualità dell’insegnamento.
E proprio la ricerca costante
della qualità continua ad essere la mission fondamentale
dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC e non può che essere la
mission comune all’intero sistema scolastico e universitario del
Paese: “Se vogliamo occuparci del Paese - ha ricordato il
Presidente della LIUC Paolo Lamberti - dobbiamo occuparci in
primis della formazione, perché essa è da considerare come
l’infrastruttura immateriale più importante. |