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3 Ott 2006 Antenna3, quanta nostalgia
Antenna3 oggi è una TV commerciale con una copertura molto ampia della Lombardia ma, da un punto di vista informativo, ha una modestissima rilevanza specifica per il territorio Altomilanese, tanto che non l’abbiamo neppure inserita nella nostra pagina dei link agli operatori locali di informazione.

Ma per gli amanti della tv commerciale di intrattenimento Sabato 30 settembre 2006 e' una data che restera' nella storia della televisione locale: «E' tornata LA BAUSTARELLA, il programma che Silvio Berlusconi definì la "Cro-Magnon delle tv locali"», è questo da domenica il titolo centrale del blog di Riccardo Esposito www.tvlocali.tv del quale riportiamo una nostra sintesi.

"Tra 3 minuti alcuni di voi torneranno indietro di 23 anni, altri vivranno per la prima volta quest'esperienza..." con queste parole Ettore Andenna, poco prima di andare in onda ha ringraziato il pubblico presente nel mitico Studio1 di Antenna3. Sono passati ventitre anni, ma nulla sembra essere cambiato. Stessa timbrica della voce, stessa grinta della puntata 263, c'è solo qualche capello in meno,qualche televisore al plasma e un computer a ricordare che tra la puntata di ieri la numero 264 e la precedente è passata una generazione. C'è anche un GSM che qui nello studio 1 non è un tipo di cellulare, ma l'abbreviazione di Giudice supremo magistrale."Spero solo di ricordare come era la puntata 263, l'importante è ricordarsi tutto.." dice scherzosamente l'ex europarlamentare Andenna.
C'era ancora l'Urss, il muro di Berlino e la guerra fredda, Pertini come presidente della Repubblica, e la Apple aveva presentato il primo computer della Serie Macintosh. Era il crepuscolo del far west della tv, qualche emittente si vedeva ancora sequestrate le frequenze, la regolamentazione piena era ancora di là da venire. Ma cosa più importante le vallette della trasmissione e molti dei ragazzi e ragazze partecipanti non erano ancora nati.
Qualche secondo dopo le 20,30 si spengono le luci si chiude la porta dello studio Uno, si riportano le lancette della storia indietro di 22 anni. La banda (da quanti anni non si vedeva un'orchestrina in uno show non musicale di una tv locale?), 6 musicisti vestiti tutti con camicia arancione e bretelle gialle, esegue in diretta la famosa sigla.
Parte l'applauso, non richiesto dagli assistenti di studio, lo studio uno si alza in piedi.
C'è l'atmosfera delle grande occasioni, dei grandi ritorni sembra di essere tornati a quel 20 Febbraio del 1987 quando dopo 4 lunghi anni tornò Portobello. E Andenna comincia la prima puntata del Gran Bustarella Show proprio con un omaggio al conduttore genovese "Avrei dovuto iniziare con Dove eravamo rimasti? ma poi ho cambiato idea" e parte l'applauso, applauso che diviene ancora più caloroso quando le telecamere inquadrano l'ex patron di Antenna3, Renzo Villa, seduto in prima fila.

La serata di ieri è stato un ritorno, un ritorno non solo de La bustarella, ma un ritorno di quella genuina Tv commerciale, oggi fatta sparire dai vari format olandesi thailandesi o bulgari che siano.
Era una tv creativa e propositiva, una tv dove il confine tra pubblicità televendita e spettacolo era molto molto labile, ma paradossalmente la pubblicità e gli sponsor erano molto meno invasivi della tv di oggi.
"Tanti anni fa non avevo cosi tanti premi, devo ringraziare i pubblicitari che hanno fatto un ottimo lavoro" dice il patron Ettore, mentre mostra al pubblico l'autovettura, gli utensili da cucina, gli elettrodomestici e il viaggio alle Mauritius che sono stati messi in palio e in bella mostra.

Anche il pubblico dello studio 1 è lo stesso di 30 anni fa. Alcuni spettatori sono gli stessi, e oggi vengono ancora qui, magari con i figli o i nipotini. C'è chi per anni ha sostenuto che la Tv, la cattiva maestra tv abbia distrutto "Le favole dei nonni" e quella catena dal punto di vista della trasmissione di valori, traduzioni e usanze.
E ieri erano molti i nonni e i papà che qualche minuto prima dell'inizio dello show spiegavano a chi allora non era ancora nato in cosa consistevano i giochi de La Bustarella.
La televisione è la “scatola nera della società” è il tipo di rapporto che la società e il territorio mantiene con la sua storia.
E ieri questa "scatola nera" per molti e non solo per quelli presenti nello studio uno è stata proprio La Bustarella. Nello studio 1 c'è stata una coesione spontanea tra le varie generazioni presenti.

Inizialmente la tv ha concorso a dei processi, anzi forse ne è stata nel bene e nel male l'attrice principale ma poi paradossalmente sono protagonisti del fenomeno opposto.
Fatta l'Italia bisognava fare gli Italiani e allora si era partiti con Campanile Sera, andato in onda dal '59 al '62.
La trasmissione ideata da Popi Perani, era condotta in studio da Milano da Mike Bongiorno e nei due paesi che si sfidavano c'erano Enzo Tortora e Renato Tagliani.
Campanile Sera gira tutta l'Italia, da Belluno a Monreale e contribuisce a fare quell'unità linguistica geografica che ha fatto la televisione e non il risorgimento.

Poi anni dopo, se non erro era il 25 maggio del 1965, creato finalmente uno spirito nazionale bisognava pensare più in grande e creare attraverso la tv uno spirito europeo. Sempre Tortora fu il primo conduttore di Giochi Senza Frontiere.
Ma il conduttore che più viene identificato con questa trasmissione, manco a dirlo è Ettore Andenna, che fu anche Europarlamentare.
La storia avrebbe forse fatto comunque il suo corso, ma quando ero bambino vedevo partecipare a JSF paesi così vicini ma che allora al tempo stesso erano così lontani.
La piccola Malta, o tanti paesi dell'Est, Romania, Bulgaria, Ungheria, alzi la mano chi non ricorda la mitica Pesh?
Chissà se il processo di avvicinamento alla Ue di certi paesi non sia iniziato proprio partecipando a Jeux sans Frontiers
La radio e la tv da agenti di rafforzamento di elementi identitari nazionali, si portano poi verso un fenomeno opposto. La colpa di aver distrutto usi e culture orali viene dato alla "Cattiva maestra" tv e allora la tv risponde.
1971, parte Telebiella, prima tv libera Italiana, primo show dell'emittente e della televisione libera italiana guardacaso è Campanile... in vasca? trasmissione che sulla falsariga di Campanile sera propone una gara tra ragazzi di frazioni o paesini dei dintorni di Biella.
1 Gennaio 1978, la stessa formula la ritroviamo in La Bustarella, e il programma che ha come autori Cino Tortorella (Che ne fu anche regista per ben 231 puntate), Popi Perani oltre che lo stesso Andenna esce dal quotidiano ed entra nel mito.
La leggenda vuole che Ettore Andenna sia diventato Europarlamentare grazie alla notorietà conquistata con questo programma. C'è stato chi da un punto di vista sociologico ha individuato la fase embrionale di un movimento politico a carattere localistico proprio tra il pubblico di questo show. Il pubblico non in giacca e cravatta, ma con la camicia a maniche corte dei grandi magazzini si scalda e si agita, partecipa ai giochi, alza cartelli, striscioni cori e grida da stadio, qualcuno si è portato i coperchi della batteria da usare a mò di piatti da orchestra, vent'anni fa come ieri, nulla nello studio 1 è cambiato.
La Bustarella erano 22 anni che non era in onda, ma a questo programma tocca la stessa sorte di Portobello: essere saccheggiato da show successivi.
A essere riproposto in tutte le salse e in tutte le reti, con centomila varianti è soprattutto il gioco finale.
Ettore lo sa, ne è ben conscio e dice a chi ha orecchie per intendere "Questo gioco mi sta particolarmente a cuore sapete già come funziona perchè l'hanno copiato in tanti.
Io sono stato il primo a farlo in televisione in Europa, ma attenzione queste sono bustarelle e non pacchi.."E parte ovviamente la risata del pubblico.
Ma i giochi che a torto o a ragione è rimasto più nell'immaginario telecatodico di tutti i telespettatori sono quelli che prevedono il coinvolgimento di belle donne.
Il gioco prevede che due coppie di ragazze ammanettate, trovino 2 reggiseni del colore della loro squadra e sempre ammanettate se lo infilino aiutandosi a vicenda.
Il gioco parte, l'emozione sale alle stelle, si comincia a rivivere quella stessa emozioni di tanti anni fa.
Nelle tante riunioni per organizzare lo show nessuno si è accorto che il Giudice supremo Magistrale è posto dietro i paraventi dove si cambiano le ragazze.
Ma tutte le coppie di ragazze partecipanti si mettono il reggiseno senza togliersi quello già indossato.
The show must go on tra filmati dei paesi in gara, barzellette in dialetto,spot degli sponsor recitati in diretta dalla valletta Valentina,e quiz telefonici.
Ironia della sorte tra le tante persone che hanno partecipato al telequiz il computer Agenore, pesca proprio come vincitrice un' ex concorrente della storica Bustarella. "Io 30 anni fa avevo partecipato alla bustarella nella squadra dell'ospedale di Treviglio" dice la signora al telefono con una voce rotta dall'emozione.
E' poi il momento del gioco delle ombre cinesi, che viene riproposto oggi che la Cina è più vicina, bravissime le 2 concorrenti, ottimo l'accompagnamento musicale.
Re Ettore alla fine delle quasi 4 ore di trasmissione è esausto ma felice.
Niente male per un conduttore che solo pochi anni fa si lamentava che neanche Telebarletta (se esiste) lo prendeva a lavorare. Il tutto per lasciare spazio ai ragazzi dei reality show.

 
 

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