(CC) VARESEFOCUS, l'autorevole rivista
dell'Unione Industriali di Varese, interviene nel numero Gennaio
2007 sul tema della stazione a Castellanza. La conclusione è un
campanello d'allarme: "Il rischio è che il pur nobile
tentativo di salvare in extremis la fermata castellanzese faccia
perdere opportunità alla città sull'altro fronte: quello del
dialogo con ferrovie ed enti locali limitrofi, in modo da
predisporre collegamenti efficienti e a basso impatto con la
nuova 'grande stazione'"
Con la caduta dell'ultimo diaframma di terra i lavori per
l'interramento delle ferrovie Nord nel tratto di Castellanza
procedono ormai spediti. Si otterà così un notevole
alleggerimento del traffico cittadino, ma anche una perdita: la
stazione nella città di Castellanza. Il dibattito politico è
acceso e maggioranza e opposizione sono schierati in maniera
bipartisan nel chiedere una soluzione che non danneggi l'utenza
cittadina.
Ora che i tunnel sono stati completati, i
lavori per l'interramento delle ferrovie Nord nel tratto
castellanzese sembrano in discesa. Sembrano, appunto. Perché
nonostante la caduta dell'ultimo diaframma di terra lo scorso 18
novembre (a cui si riferiscono le fotografie in queste pagine) e
la conferma che i tempi di realizzazione non hanno subito nuovi
slittamenti, Castellanza appare tutt'altro che felice per
l'avvicinarsi del momento in cui i treni non taglieranno più di
netto la città per sfrecciare invece sottoterra.
Il cuore del problema sta nel prezzo da
pagare per quei binari tolti di mezzo, per quei tre incroci
stradali liberati da code interminabili causate dai passaggi a
livello. Quel prezzo è la rinuncia alla stazione nel centro
cittadino. Non è una novità: è noto da anni, fin dai tempi
dell'approvazione del progetto operativo da parte della seconda
amministrazione Frigoli, che la
stazione sotterranea in un tunnel profondo come quello di
Castellanza (passa sotto il fiume
Olona) sia solo un sogno proibito,
specie se, come è probabile, un giorno vi dovessero transitare
anche i convogli merci. Ma al di là dei tecnicismi, la realtà è
che stando al progetto approvato, autorizzato e in larga parte
già realizzato, la nuova stazione sorgerà al confine con Busto,
nel punto in cui i binari delle Ferrovie Nord incrociano quelli
delle Fs.
Il dibattito politico sul tema è più vivo che
mai. Gli incontri pubblici promossi dall'associazione "Amici
della stazione” hanno creato un fronte politico trasversale che
sostiene la fattibilità di una fermata in città, in aggiunta
alla nuova stazione sull'interscambio, di imminente costruzione.
Occorre precisare che le Ferrovie Nord, data l'importanza della
tratta (l'unica che collega Milano e Malpensa), puntano a una
rapida messa in esercizio del nuovo assetto, che permetterebbe
il transito di un maggior numero di treni: senza dubbio
qualsiasi modifica al progetto allungherebbe i tempi. La
richiesta castellanzese porta la firma di maggioranza e
opposizione, con la benedizione del sindaco Farisoglio e con
l'accordo, si dice, dell'opinione pubblica castellanzese, che
però finora non ha dimostrato grande partecipazione, disertando
gli ultimi incontri sul tema.
La soluzione proposta da larga parte del
consiglio comunale prevederebbe la possibilità di una ulteriore
fermata a Castellanza in un punto da scegliersi o all'imbocco
del tunnel (nella zona di
Rescaldina) o in una zona distante
qualche centinaio di metri dall'attuale stazione, ma verso Busto
Arsizio. Insomma, ovunque purché
la fermata resti a Castellanza e non finisca a Busto, come di
fatto avverrebbe con la cosiddetta stazione di interscambio. E'
una battaglia che si propone di vagliare ogni possibilità di
cambiare i piani attualmente in essere, facendo pressione anche
sulle Ferrovie Nord, che per ora non si esprimono, almeno
pubblicamente.
Comunque si evolva,
il dibattito fra "tradizionalisti” della
stazione in città e "progressisti” delle interconnessioni porta
in ogni caso alla ribalta il problema delle infrastrutture
e dei collegamenti a supporto del nuovo sistema-ferrovia che, va
ricordato, dovrebbe entrare in funzione nel 2009. Se una
stazione lontana dal centro cittadino - e dall'Università Liuc,
importante bacino di utenza ferroviario - avrebbe d'altro canto
(quanto meno in prospettiva) la possibilità di usufruire di un
numero maggiore di treni, quindi più corse e più servizi ai
viaggiatori, resta tutta da giocare
la partita dei collegamenti: come cioè "avvicinare” nel modo
migliore i castellanzesi ad una stazione che sorgesse in una
zona periferica rispetto al centro città?
In fase di approvazione del progetto si parlò
del cosiddetto "tram-treno”, un servizio navetta che
sfrutterebbe i binari attualmente in uso per collegare la
stazione di oggi a quella di domani, o addirittura, grazie ai
raccordi anch'essi in corso d'opera, per connetterla alla
stazione Fs di Busto Arsizio. Altro argomento è la promessa di
cessione al Comune dell'attuale sedime ferroviario, ipotesi che
aprirebbe scenari urbanistici inesplorati. E poi c'è la
questione della viabilità, ancora da immaginare, attorno alla
nuova ipotizzata stazione, per collegarla ai centri urbani di
Busto Arsizio e Castellanza. Il rischio è che il pur nobile
tentativo di salvare in extremis la fermata castellanzese faccia
perdere opportunità alla città sull'altro fronte: quello del
dialogo con ferrovie ed enti locali limitrofi, in modo da
predisporre collegamenti efficienti e a basso impatto con la
nuova "grande stazione”.
Simone Ceriotti
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