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11 Feb 2007 I tornelli panacea di tutti i mali degli stadi?
di Fabio Zaffaroni
 
Fine settimana calcistico con stadi un po' a porte chiuse ed altri quelli in regola a porte aperte; il primo dopo la morte del capo ispettore Raciti, e dopo una settimana di tira e molla tra politica, istituzioni calcistiche, società di calcio, alla fine il decreto Pisanu viene "impugnato", da ministri Amato e Melandri, e metà stadi d'Italia, sono chiusi o meglio si gioca a porte chiuse, chi per mancanza di tornelli, telecamere, cancellate di ferro idonee, altri stadi per via della omologazione del numero degli spettatori.
Coloro che hanno omologato sotto i 10.000 spettatori, come Varese C2 (stadio Masnago) la fa franca, Varese puo' ospitare nella fattispecie piu' di 10.000 spettatori, ma ha omologato una cifra inferiore, per eludere il problema. Il Sindaco Fontana, capendo l'antifona, in settimana, dopo mesi di tourbillon, ha dichiarato che tra qualche settimana, tirera' fuori, i principi guida del Bando per lo Stadio; un'altro che ha avuto bisogno di impulso altrui.
Altri meno, sia in serie A che in serie B; San Siro, stadio Meazza (Milano) che per tutta settimana ha corso il rischio, di vedersi negare la partita a porte, aperte, Sabato 10, alle ore 19.00, ha l'autorizzazione per i soli abbonati, in caso contrario, il Milan avrebbe dovuto rimborsare più di 600mila euro agli abbonati.
Dopo il consiglio dei ministri di mercoledì 7 febbraio, tutte le città stanno correndo ai ripari, per consentire in tempi ristretti, le partite a tutti i tifosi, e nel giro di un mese, sara' tutto a posto, lo speriamo.
Ci sembra strano constatare che una citta' come Milano, con 2 squadre in Champion League, non abbia uno stadio in piena regola, ma la pressione di Galliani e del Cavaliere hanno fatto il resto, con l'aggiunta del lavoro dei tecnici e dei lavoratori delle imprese per i lavori di messa in sicurezza dello stadio.
Ma occorrevano questi fatti per dare una accelerata ai lavori, e ulteriore paradosso, per l'Uefa, San Siro andava gia' bene così .
Calcio strano quello in molti stadi d' Italia, giocare a porte chiuse non e' la natura del calcio, obbligo o necessita'? Saranno un po' di tornelli e un po' di ferro nelle cancellate a mettere tutto in ordine? Oppure bisognera' cambiare registro nella mentalità? Da anni sento che bisogna portare le famiglie allo stadio, ma come si fara', nessuno lo ha mai indicato.
Molti tifosi/ultras, che non possono più, preparare pullman, al seguito della squadra per la prima partita dopo i fatti di Catania, hanno inscenato, kermesse nei dietro le curve, ma non sara' così tutte le domeniche.
Certo e' che SKY, che ha fatto una campagna pubblicitaria, per gli anticipi e posticipi delle partite, ora cosa fara'? visto che le partite si giocheranno solo nel pomeriggio, come risposta ha proposto 3 partite pomeridiane di B, sabato pomeriggio, e 3 partite di A, domenica pomeriggio, per gli abbonati a SPORT, ma i buchi sabato sera, e domenica sera rimangono.
Gli stadi nell'Altomilanese non hanno problemi di sicurezza, o meglio non sono sottoposti al decreto Pisanu, perche' sotto i 10.000 spettatori, ma comunque rimangono problemi di parcheggi e di fatiscenza degli edifici, con strutture ormai vecchie, sia lo Speroni di Busto, che il Mari di Legnano, ma comunque anche se i tifosi vogliono stadi nuovi, vale la pena costruirne, con presenze che superano le mille unita' domenica dopo domenica?Analoghi i casi degli stadi di Gallarate (Maino) e Saronno (Chinetti), per il calcio d'eccellenza. 
 

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