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di Fabio Zaffaroni
Fine settimana calcistico con stadi un po' a
porte chiuse ed altri quelli in regola a porte aperte; il
primo dopo la morte del capo ispettore Raciti, e dopo una
settimana di tira e molla tra politica, istituzioni
calcistiche, società di calcio, alla fine il decreto Pisanu
viene "impugnato", da ministri Amato e Melandri, e metà
stadi d'Italia, sono chiusi o meglio si gioca a porte
chiuse, chi per mancanza di tornelli, telecamere, cancellate
di ferro idonee, altri stadi per via della omologazione del
numero degli spettatori.
Coloro che hanno omologato sotto i 10.000
spettatori, come Varese C2 (stadio Masnago) la fa franca,
Varese puo' ospitare nella fattispecie piu' di 10.000
spettatori, ma ha omologato una cifra inferiore, per eludere
il problema. Il Sindaco Fontana, capendo l'antifona, in
settimana, dopo mesi di tourbillon, ha dichiarato che tra
qualche settimana, tirera' fuori, i principi guida del Bando
per lo Stadio; un'altro che ha avuto bisogno di impulso
altrui.
Altri meno, sia in serie A che in serie B;
San Siro, stadio Meazza (Milano) che per tutta settimana ha
corso il rischio, di vedersi negare la partita a porte,
aperte, Sabato 10, alle ore 19.00, ha l'autorizzazione per i
soli abbonati, in caso contrario, il Milan avrebbe dovuto
rimborsare più di 600mila euro agli abbonati.
Dopo il consiglio dei ministri di mercoledì 7
febbraio, tutte le città stanno correndo ai ripari, per
consentire in tempi ristretti, le partite a tutti i tifosi,
e nel giro di un mese, sara' tutto a posto, lo speriamo.
Ci sembra strano constatare che una citta'
come Milano, con 2 squadre in Champion League, non abbia uno
stadio in piena regola, ma la pressione di Galliani e del
Cavaliere hanno fatto il resto, con l'aggiunta del lavoro
dei tecnici e dei lavoratori delle imprese per i lavori di
messa in sicurezza dello stadio.
Ma occorrevano questi fatti per dare una
accelerata ai lavori, e ulteriore paradosso, per l'Uefa, San
Siro andava gia' bene così .
Calcio strano quello in molti stadi d'
Italia, giocare a porte chiuse non e' la natura del calcio,
obbligo o necessita'? Saranno un po' di tornelli e un po' di
ferro nelle cancellate a mettere tutto in ordine? Oppure
bisognera' cambiare registro nella mentalità? Da anni sento
che bisogna portare le famiglie allo stadio, ma come si
fara', nessuno lo ha mai indicato.
Molti tifosi/ultras, che non possono più,
preparare pullman, al seguito della squadra per la prima
partita dopo i fatti di Catania, hanno inscenato, kermesse
nei dietro le curve, ma non sara' così tutte le domeniche.
Certo e' che SKY, che ha fatto una campagna
pubblicitaria, per gli anticipi e posticipi delle partite,
ora cosa fara'? visto che le partite si giocheranno solo nel
pomeriggio, come risposta ha proposto 3 partite pomeridiane
di B, sabato pomeriggio, e 3 partite di A, domenica
pomeriggio, per gli abbonati a SPORT, ma i buchi sabato
sera, e domenica sera rimangono.
Gli stadi nell'Altomilanese non hanno
problemi di sicurezza, o meglio non sono sottoposti al
decreto Pisanu, perche' sotto i 10.000 spettatori, ma
comunque rimangono problemi di parcheggi e di fatiscenza
degli edifici, con strutture ormai vecchie, sia lo Speroni
di Busto, che il Mari di Legnano, ma comunque anche se i
tifosi vogliono stadi nuovi, vale la pena costruirne, con
presenze che superano le mille unita' domenica
dopo domenica?Analoghi i casi degli stadi di Gallarate
(Maino) e Saronno (Chinetti), per il calcio d'eccellenza.
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