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29 Gen 2009 Benemerenza civica agli "avisini" di Castellanza

E' trapelata la notizia che il gruppo Avis «Giulio Moroni» di Castellanza, sottosezione della sede comunale «Busto Arsizio e Valle Olona», verrà insignito domenica sera ufficilamente della civica benemerenza. Ecco una intervista abbastanza recente che ne racconta la storia (CC).

Giordano Perego si è iscritto all’associazione all’inizio degli anni sessanta dopo essersi trasferito a Castellanza da Firenze, ed è presidente della sottosezione di questa cittadina dal 1996. In precedenza ha ricoperto svariate cariche in seno all’AVIS: Amministratore e poi Presidente, dopo la scomparsa dell’Ing.Torri, fino al 1996 dell’AVIS di Busto Arsizio e Valle Olona, Consigliere Provinciale dell’AVIS di Varese durante la presidenza Tedeschi, Consigliere Avis Regionale Lombarda e infine Consigliere Nazionale responsabile gruppi aziendali per la Lombardia dal 1987al 1990 sotto la presidenza Beltrami. Una “carriera” da dirigente avisino di tutto rispetto durante la quale ha effettuato 68 donazioni e premiata nel 2006 con il distintivo d’oro con rubino.

Rag. Perego, quando è nata la sottosezione Avis di Castellanza?
L’Associazione dei donatori di sangue è presente a Castellanza dal 1955, due anni fa abbiamo infatti festeggiato i nostri primi cinquant’anni, inaugurando anche un monumento dedicato ai nostri volontari. Nel 2000 sul nostro territorio è stato creato il primo gruppo avisino universitario italiano, il Gruppo Studentesco della L.I.U.C.

Avete una vostra sede?
Sì, in via Bernocchi 10. Un locale concesso dall’Amministrazione Comunale e condiviso attualmente con gran parte delle altre associazioni di volontariato di Castellanza.

Da chi e come è gestita la sottosezione?
La sottosezione è gestita da 16 consiglieri, vicepresidente il sig. Giuseppe Cassinotti, che si riuniscono regolarmente ogni ultimo giovedì del mese. All’interno del consiglio opera un gruppo di 4/5 volontari che dedicano gran parte del loro tempo libera all’associazione.

Quali sono le principali attività ricorrenti della sottosezione?
Ogni primavera si tiene la Camminata AVIS 2000 “ Sangue per la vita”, giunta all’11a edizione. Si svolge lungo un percorso campestre tra i boschi di Castellanza e Nizzolina con una notevole partecipazione di podisti: nell’ultima edizione abbiamo avuto infatti ben 800 iscritti. A Marzo viene organizzato il Concerto di Primavera con la Banda Municipale. A Ottobre, alla L.I.U.C. si svolge la Giornata delle Matricole, durante la quale l’Avis viene presentata agli studenti nuovi iscritti all’università. Durante il periodo natalizio, alternativamente in uno dei due asili di Castellanza e Castegnate, organizziamo il “Bambin Gesù Avisino” per i più piccoli.

Qual è lo spirito del gruppo?
Ciò che anima il nostro gruppo è la condivisione degli ideali di altruismo e impegno sociale tipici della nostra associazione. Persone come Cassinotti, Vignati e Ferrario daranno continuità a cio che è stato fatto finora, e grazie alle preziose collaborazioni in atto l’Avis di Castellanza potrà avere un futuro degno del suo passato. Grandi collaboratori della nostra associazione sono infatti l’assistente spirituale dell’ateneo, don Michele Aramini, docente universitario milanese, il dottor Malacrida della Fondazione Amici della L.I.U.C. oltre che direttore sanitario dell’Avis di Busto e Valle, la dr.ssa Laura Ballestra e tanti altri giovani studenti universitari.

Quali sono le vostre aspettative e i vostri progetti futuri?
La nostra aspettativa più pressante di ordine pratico è l’assegnazione da parte dell’amministrazione pubblica di una nuova sede autonoma dove poter svolgere le nostre riunioni e attività senza dover condividere gli spazi con le altre associazioni di volontariato. Avere una propria sede permetterà una migliore organizzazione e gestione e darà un punto di riferimento preciso per tutti i nostri soci oltre che uno spazio fisico dove raccogliere tutto il materiale e le testimonianze della lunga vita avisina castellanzese.

Progetti futuri?
Intensificare la collaborazione con l’università e sensibilizzare maggiormente i giovani.

Quali sono le maggiori difficoltà che incontrate nel gestire la sottosezione?
La maggior difficoltà è la mancanza di passione che una volta animava gran parte degli avisini e una generale indifferenza verso le nuove iniziative. Negli ultimi anni si è manifestata addirittura una preoccupante mancanza di partecipazione alle gite sociali, una volta momento di ritrovo e festa per i nostri volontari e amici. Altra grande difficoltà è il coinvolgimento attivo dei giovani in seno alla vita associativa dell’Avis.

Donare - Ottobre 2007

 

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