Castellanza (20 Feb 2010 - Carnevale). “Più che un palio sembra una pagliacciata”, questo viene da dire del “Palio de la Castellantia” dopo avere letto la delibera di Giunta n.188 del 22-12-2009 che finanzia con 38.000 € dal bilancio comunale questa anomala iniziativa.
Invenzione astrusa e costosa, voluta fortemente e gestita integralmente da un partito, alla faccia della sussidiarietà che troneggia nel programma elettorale della coalizione che governa la città. Vale la pena rileggersi il passaggio al punto 2) sui ‘valori’ del Programma amministrativo 2006 – 2011 della lista Farisoglio Sindaco:
“L’amministrazione deve creare le condizioni che permettono alla persona, alle famiglie, alle associazioni, ai gruppi di agire liberamente e non devono sostituirsi ad essi nello svolgimento delle loro attività.
Quanto sopra perché la persona e gli altri elementi della società vengono prima dello Stato: l’uomo è principio, soggetto e fine della società e gli ordinamenti statali devono essere al suo servizio.
L’amministrazione deve intervenire solo quando i singoli e i gruppi che compongono la società non sono in grado di farcela da soli.
L’intervento sussidiario deve essere portato dal livello più vicino al cittadino: soggetto privilegiato ad agire sarà dunque il Comune.
Applicando quanto sopra davvero ci si mette al servizio dei cittadini, aiutando la formazione di personalità attive ed autonome, non sudditi passivi e sempre bisognosi d’assistenza.
Gli Amministratori sono al servizio della comunità.
Lo spirito di servizio è disponibilità all’ascolto, superamento d’ogni interesse personale o di partito (nostra sottolineatura), capacità di relazionarsi lealmente, costruendo rapporti basati sulla fiducia, la correttezza, il rispetto.”
Anzitutto va fatta una critica di metodo perché, per chi non fosse a conoscenza dei fatti, il tutto è stato realizzato da un manipolo di fedeli ai partiti di governo della città, senza la partecipazione fattiva delle associazioni sportive in quanto la Consulta Sportiva è stata invitata a condividere il progetto solo nel Gennaio 2010, a cose fatte e dopo che tutto era stato già deciso e concluso dai pochi addetti ai lavori e interessati.
Entrando nei dettagli poi ci accorgiamo che la delibera che approva la convenzione con l’ASSOCIAZIONE CASTELLANZA NEROVERDE (inventata di sana pianta per l’occasione in data 19 Novembre 2009) è un finanziamento a fondo perduto a una associazione che tutto è tranne una associazione “culturale”. In genere la “sussidiarietà” interviene per sostenere progetti che hanno già trovato una propria motivazione ideale e una propria ragione d’essere: qui invece il progetto nasce solo con i soldi del Comune già meticolosamente accantonati a bilancio. D’altronde l’Assessore Tornaghi è dall’ottobre 2008 che ha deciso che questo Palio s’ha da fare.
Leggendo l’incartamento della delibera e gli allegati si ha la netta sensazione che questa associazione sia solo una mascherata partitica, un pura autocelebrazione di una inesistente ideale tradizione castellanzese, che alla fine dei conti foraggia un progetto di chiaro stampo partitico con un contributo comunale di 34.000 € su di una spesa preventivata di 58.000 €.
“Dai Longobardi a Federico Barbarossa – Castellantia / Radici di un territorio” si intitola l’opuscoletto allegato all’atto costitutivo, un titolo che la dice lunga sulla bieca operazione di riciclaggio del modello imposto dal partito della Lega calato sulla storia di una città, che nulla ha a che vedere con il Barbarossa, visto che a quei tempi Castellanza non era altro che un territorio molto boscoso dove gli Arese avevano la loro residenza di caccia.
Istituzionalmente la ‘cultura storica’ per una città spetterebbe agli storici e non alle associazioni di calcio (la sede dell’associazione è infatti in via Cadorna, 11 presso la Ass. Calcio Castellanzese). La parola ‘cultura’ è stata inserita, insinuata forzosamente nello statuto onde ottenere un cospicuo contributo economico e poter realizzare (e non meramente ‘sussidiare’) una fastosa giornata, pomposamente propagandata, a favore di quelli che si proclamano eredi politici delle tradizioni longobarde.
Stupisce la pochezza del progetto: la denominazione “palio” copiata dai cugini di Legnano cela in realtà solo una sfilata in maschera in quanto le manifestazioni sportive coinvolgeranno appena per una mezz’ora della domenica pomeriggio gli alunni delle scuole primarie e secondarie inferiori. Stupisce anche l’incoerenza del progetto con l’attività didattica della scuola primaria, dato che da alcuni anni la storia medioevale non è più neppure in programma.
Andando ai dettagli organizzativi leggiamo: data di svolgimento il 6 Giugno 2010, sede principale delle manifestazioni presso lo stadio Comunale - il massimo coinvolgimento territoriale sembra abbracciare il Parco LIUC. Altra scelta infelice, oltre alla zona assolutamente decentrata, l’assenza di un coinvolgimento reale del territorio oltre il fiume Olona. Un nonsenso rispetto alle richieste ormai corali di commercianti e cittadini di ritrovare un ‘centro’ della città che ne colga e valorizzi le componenti. Tutta la giornata verrà dedicata ad una manifestazione ‘da stadio’ artefatta e decentrata che nulla ha a che vedere con la storia della nostra città ma … con il modico esborso di 38.000 € dalle casse comunali.
Un bell’esempio di azione politica diametralmente opposta a quella che questa maggioranza aveva dichiarato di voler fare: “sussidiarietà” e “sussidio a fondo perduto” non sono la stessa cosa. Meglio devolvere 34.000 € ai terremotati di Haiti e trovarsi il 6 Giugno a fare merenda in piazza mercato per raccogliere ulteriori fondi … sarebbe più in linea con le tradizioni e la cultura di Castellanza, più votate alla carità che alla vanità che trasuda da questa autocelebrazione di partito.
Celso Costantini
P.S.: sullo stesso argomento vedi il precedente intervento del 16 Gennaio "Un palio antistorico" di Insieme per Castellanza.