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  Vivere Castellanza e le contraddizioni dell'Assessore al Territorio

Castellanza, 21 Febbraio 2010. Riceviamo e pubblcihiamo (CC).

Il gruppo di Vivere Castellanza fa quadrato in difesa di Antonio Tellarini
CALDIROLI HA TRADITO LA NOSTRA FIDUCIA E MERITA DI ANDARSENE

Dopo una attenta lettura di quanto dichiarato dall’Assessore al territorio, il gruppo di Vivere Castellanza ha deciso, tramite il proprio consigliere, Maurizio Tarantino, di rompere gli indugi e di fare chiarezza.
Tutti sanno che il pensiero di Antonio Tellarini è oggi largamente condiviso, oltre che dal suo gruppo e  dall’opposizione, anche dalla stragrande maggioranza dei cittadini castellanzesi.
Tellarini ha il coraggio di far pubblicare dai giornali ciò che ogni giorno si sente ripetere dalla gente, ed è per queste ventate di franchezza che Vittorio Caldiroli si mostra adirato.
Come può dare del vegliardo patetico ad un ingegnere che a poco più di ottant’anni sa ancora ben amministrare le proprie capacità, vantando una padronanza di esposizione ed una elasticità mentale degne di un quarantenne?
Con queste allusioni Caldiroli rischia di mancare di rispetto anche ai numerosi e arzilli senatori che, già ottantenni e persino novantenni, non perdono occasione per dimostrare che a Roma la loro grinta e lucidità  sono ancora essenziali …
Caldiroli vanta solo poco più di una decina d’anni di differenza e allora se c’è l’intento di proporre l’ostracismo degli anziani, sappia che dietro l’angolo c’è anche la sua candidatura .. oltre a quella del Premier.
Come poter accettare poi le immagini di un Tellarini “frustrato”e “sempre in cerca di un nemico”?
Tellarini è ancora felicemente sposato, conduce abilmente una cooperativa di sostegno per giovani portatori di handicap, è padre di tre figli, tutti laureati a pieni voti e oggi manager di successo.
Anche se gli stessi si sono stabiliti lontano da Castellanza, ne rimane ancora vivo in paese il ricordo delle loro imprese sportive, unitamente alle spiccate doti di intelligenza, ed è per questo che i Tellarini sono da sempre ben voluti tra la gente.
Antonio Tellarini fu il promotore del comitato per l’interramento, culminato nella raccolta di 8224 firme, iniziativa da guiness dei primati nella storia di Castelllanza.
Altri “politici” castellanzesi si possono confrontare con un simile palmares?
Alle ultime elezioni amministrative lo stesso si è prodigato per far votare quella lista, dicendo a tutti di fare largo ai giovani.
Perché lo stesso Caldiroli, allora molto umile e disponibile, propose di non inserire nemmeno il proprio nome in quella lista, poi risultata vittoriosa?
Sfido oggi Caldiroli a raccogliere le firme di chi, a Castellanza, è favorevole a mantenerlo a capo del governo del territorio.
Altrimenti vale il detto locale che una lista vittoriosa non deve contenere il nome di Vittorio.
Ricordo ancora come, quattro anni fa, il “nemico” Tellarini, all’inizio della campagna elettorale, accoglieva tutti noi  nella sua casa ospitale, dove anche la moglie era piena di accortezze nei nostri riguardi.
Proprio in quella casa anche Caldiroli non mancava mai e il giorno in cui si dovevano ritirare i fondi per la campagna lo stesso compilò l’assegno concordato di poche centinaia di euro, lo piegò e, ancora con le mani tremanti, mi venne incontro dicendomi “Tarantino, fai tu il tesoriere, il mio contributo lo consegno personalmente perché so che sei una persona corretta!”.
Caldiroli non solo dimostra di non aver memoria né riconoscenza, ma anche di avere perso quello stesso rispetto del denaro.
Perchè oggi quando tratta con troppa disinvoltura operazioni del tipo di Ex Enel, del valore di decine di milioni di euro e sorvola su arrotondamenti fino al milione di euro?
Questo fu il motivo, ampiamente provato, per cui dissentii in Consiglio e quella mancata approvazione ha consentito un ricalcolo degli oneri, dimostrando che gli stessi, prima di allora, erano stati predisposti con troppa fretta e superficialità, purtroppo a discapito delle casse comunali.
Sorprende poi la ricchezza di contraddizioni nel racconto di Caldiroli.
Sul problema Esselunga tutti erano a conoscenza che il sottoscritto, in qualità di consigliere di maggioranza, informava costantemente Tellarini sull’evolversi della situazione, e che pertanto si poteva anche evitare di recarsi in Comune.
Caldiroli sa benissimo che noi veniamo egualmente informati pur senza presenziare alle riunioni di maggioranza di sola facciata.
Sull’argomento sono pronto a relazionare a chi di dovere.
Il programma di Ex Esselunga ha sempre previsto un abbattimento e una nuova costruzione, ma ora si legge “ristrutturazione”?
I caseggiati di San Giulio non erano ristrutturabili e per questo motivo si era deciso di edificare alla Madonnina, ora invece sono ridiventati “ristrutturabili”?
Ci dica Caldiroli qual è il palazzone completamente sgomberato perché, ad oggi, non è ancora così.
Caldiroli asserisce che gli appartamenti in costruzione oggi a Castellanza sono solo qualche centinaio; noi ne abbiamo contati e documentati ben più di mille.
Senza contare le illimitate possibilità del PGT di imminente approvazione.
Se tutti i nuovi appartamenti saranno abitati si collasserà la capienza dei nostri servizi sociali senza aver predisposto alcuna previsione del loro potenziamento.
Caldiroli aveva denigrato la proposta di Tellarini di realizzare un palazzetto del ghiaccio nella tensostruttura già esistente dell’Ex Mostra del Tessile.
Quando, poco dopo, il Comune di Busto Arsizio ha annunciato un analogo progetto, l’immancabile Caldioli si è congratulato coi promotori.
Sulle sinergie dei PGT tra comuni confinanti, Caldiroli ha confidato che le stesse esistono da anni, mentre il Sindaco di Busto in tutta sincerità ha titolato sulla Prealpina che proprio la mancanza di questo contatto è la mina allo sviluppo del nostro territorio, specie in un momento di crisi come l’attuale.
Potremmo continuare ma riteniamo che le contraddizioni dimostrate di Caldiroli siano la prova più lampante che i programmi di sviluppo del nostro territorio non sono in buone mani.
Psicologi ed ex magistrati insegnano che una persona tende a ripetere nel tempo azioni che rispondono ad una stessa logica.
Ebbene quel che di pacifico e di costruttivo c’era su Tellarini lo si è già detto, per l’altro contendente ci si arrivi con un briciolo di memoria.
La scorsa estate avevo già protocollato una mozione di sfiducia chiedendo le dimissioni di Vittorio Caldiroli, ma il Presidente del Consiglio l’aveva censurata, adducendo delle apparenti irregolarità procedurali.
Mantenendo Caldiroli al territorio e forte di queste contraddizioni la nostra Amministrazione è finora riuscita a realizzare solo due brutte e pericolose rotatorie.
Si sono certamente persi quattro anni, noi di Vivere Castellanza ce ne vergognamo, e anche a nome di questa amministrazione, di cui purtroppo facciamo parte, intendiamo chiedere scusa ai cittadini.
Per questa ragione la perdita di tempo è da considerarsi anche una fortuna per la città perché non è stata ancora seriamente compromessa dal roboante programma di pubblici interventi sbagliati.
Lo stesso Assessore non avrebbe dovuto permettere di far utilizzare prematuramente ai suoi concittadini una stazione fantasma, nel pieno disprezzo delle più elementari norme di sicurezza vigenti.
A differenza del buon amministratore attento ai reali bisogni dei cittadini, Caldiroli sta dimostrando di avere cuore solo la selvaggia cementificazione delle aree ancora disponibili.
La sua azione può essere paragonata, in chiave moderna, al noto Robin Hood, interpretando però la sua azione esattamente al contrario.
Caldiroli deve riconoscere che non avrebbe mai potuto assumere l’incarico di Assessore al governo del territorio se il benevolo Tellarini, accettandolo a casa sua, non si fosse reso disponibile ad appoggiare pubblicamente “quella lista”  con bei nomi di “facciata” ed altri da tenere ben nascosti.
Tellarini ha compiuto un enorme atto di fiducia nei confronti di Caldiroli, assumendosi dall’altra parte una gravea’ responsabilità per i diritti e le garanzie degli ignari cittadini.
Per questo motivo Tellarini, coadiuvato da tutto il suo gruppo, non solo ha il pieno diritto, ma ha anche il sacrosanto dovere di marcare stretto il Caldiroli e tutta quanta l’amministrazione perché tengano fede ai programmi elettorali e non ci  facciano fare brutte figure, soprattutto procurando danni irreparabili  sia al territorio che alle casse comunali.
Castellanza, 19 febbraio 2010
                                                                                              Maurizio Tarantino

 

 

 

 

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