Castellanza, 2 Mar 2010. Dopo la cancellazione del minibus gratuito a favore della navetta integrativa per la nuova stazione vengono alla luce, per voce del Consigliere Comunale Maurizio Tarantino, i retroscena di un progetto che non ha mai trovato le ali per volare, nonostante sia stato "ampiamente pubblicizzato". Ora abbiamo qualche elemento in più per capire anche il perchè (CC).
Da tempo a Castellanza si coltivava l’idea di un servizio di minibus cittadino, ma mai nessuno aveva osato realizzarlo.
Diversi, nell’ultima campagna elettorale, lo avevano riproposto nei programmi e la lista più intraprendente ne aveva uno in uso per la propria propaganda.
Alla vittoria delle elezioni, dopo i tradimenti iniziali e la corsa alle poltrone, in un battibaleno mi ero trovato escluso da ogni iniziativa e senza nemmeno rendermene conto.
Poiché non riuscivo a stare con le mani in mano, chiesi al Sindaco di potermi interessare all’organizzazione del minibus cittadino.
La prima risposta fu negativa perché “lui” non aveva tempo di occuparsene personalmente.
Riuscii comunque a strappare il Suo consenso alle seguenti condizioni:
- che il servizio sarebbe stato totalmente gratuito per i cittadini;
- che anche l’Amministrazione non avrebbe sborsato nulla;
- che avrei agito in silenzio relazionandolo personalmente e puntualmente su tutto.
Confermandosi così l’ottimo amministratore che noi tutti solo oggi conosciamo, il Sindaco aveva acconsentito ad affidarmi una “mission impossible” ma fu forse anche questo il motivo per cui decisi di accettare.
Dopo una breve indagine individuai in Katia Tour l’azienda locale più disponibile a prestarsi alle nostre esigenze.
Gli stessi titolari iniziarono così a studiare con il sottoscritto i percorsi più idonei e i risultati furono presto esposti in una riunione congiunta tenutasi al palazzo comunale.
In quella sede dimostrammo che il servizio ottimale necessitava di due linee di minibus, che si sarebbero incontrate presso il palazzo comunale.
Inizialmente si decise di partire con un solo pulmino, concordando che degli sponsor avrebbero garantito la totale copertura delle spese e, dall’altra parte che l’Amministrazione, non spendendo nulla, avrebbe confermato a Katia Tour l’iniziativa sul suo territorio almeno per un anno.
Si individuarono i primi sponsor: IperStanda, McDonald’s, Mater Domini, Landoni Auto, nuova Esselunga e altri.
Il pulmino partì e riscosse un successo mediatico sopra ogni aspettativa, tanto che per lungo tempo l’iniziativa è stata citata quale esempio per dimostrare la capacità e l’intraprendenza della nuova Amministrazione.
Ma le invidie facevano già capolino.
Anche se non avevo nemmeno partecipato al giro inaugurale con la stampa, dove Sindaco e Assessore si erano contesi il pieno merito dell’iniziativa, qualcuno preferiva rimescolare le carte.
Vittorio Caldiroli, quasi senza preavviso, rendeva via Bettinelli a senso unico, sconvolgendo anche tutta la circolazione di piazza del mercato.
La “Caldirolata” suscitò le ire di due promessi sponsor, che si ritirarono immediatamente dall’iniziativa.
Lo stesso percorso, a lungo studiato, dovette essere immediatamente riprogettato tenendo ora conto delle specifiche indicazioni del nostro Assessore al territorio, tutte dallo stesso puntualmente proclamate a mezzo stampa.
Cercavo ancora di non arrendermi, feci incassare a Katia Tour i primi sussidi provenienti da McDonald’s ed IperStanda.
Nuova Esselunga, intuito lo stato di confusione, preferì dotarsi di una propria linea.
Luca Galli portò il contributo di uno sponsor anonimo.
Quando Caldiroli ripristinò quatto quatto il doppio senso di marcia in via Bettinelli, il sottoscritto ritornò da Landoni convinto di poter riconfermare la sponsorizzazione promessa.
Invece con un sorriso venne risposto che col Comune si aveva già provveduto.
Per evitare all’Amministrazione la figuraccia di interrompere il pulmino versai di tasca mia a Katia Tour la somma di duemila euro.
Gli sponsor attendevano intanto di poter disporre degli spazi pubblicitari concordati sui minibus cittadini e Katia Tour, per allestire i propri mezzi in via definitiva, richiedeva ancora all’Amministrazione la conferma della prosecuzione del primo anno di servizio.
Così il sottoscritto, non essendo disposto a rimettere altri quattrini e avendo perso anche la credibilità con gli sponsor, decideva di uscire di scena.
Katia Tour continuava a effettuare il servizio e, approfittando delle direttive ricevute dall’Amministrazione, provvedeva a chiedere direttamente alla stessa i saldi del servizio prestato.
La situazione però non soddisfaceva il Comune, che decise di indire una bando di gara e a questo scopo inviò una prima lettera di invito a Katia Tour indicando, tra le condizioni, che i minibus cittadini dovevano essere di un determinato colore, ben sapendo che l’azienda fino a quel momento li disponeva colorati diversamente.
Probabilmente per la paura che Katia Tour li potesse ricomprare o riverniciare, venne poco dopo inviata una nuova informativa che chiedeva per le aziende partecipanti alla gara l’attestato di un elevatissimo fatturato in trasporti cittadini.
A quel punto i titolari di Katia Tour, che già agli inizi del servizio avevano individuato dagli specchietti dei loro pulmini delle auto civetta in perlustrazione per conto di una nota azienda concorrente, ebbero la riconferma che il Comune da tempo aveva già deciso di indirizzarsi per altri e già conosciuti approdi.
Peccato che in altre circostanze, quali la gestione dello spazio gioco per i più piccoli, questa stessa Amministrazione abbia preso una decisione diametralmente opposta, privilegiando un candidato che non vantava la benché minima esperienza nel settore.
Katia Tour, sebbene senza un contratto scritto e consapevole di essere stata discriminata, non fermò immediatamente i pulmini, forse anche per il rapporto di stima per chi si è impegnato nell’iniziativa e da galantuomini, molto rari oggi dalle nostre parti, attesero che il rivale poco corretto si predisponesse al subentro del servizio.
Maurizio Tarantino