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  Castellanza è diversa, anche al "rave party"

Castellanza, 4 Mar 2010. Riceviamo e pubblichiamo (CC).

Castellanza è l’eccezione che conferma la regola
… anche al rave party

La “Provincia” di lunedì 1° marzo così titola la sua prima pagina: “Salta il rave party – 31 giovani denunciati – I carabinieri bloccano la festa clandestina a Luino – E’ il settimo caso in quattro anni in provincia”.
Il servizio narra che, in quasi tutti i casi, la forza pubblica è intervenuta interrompendo l’evento e denunciando parte dei giovani presenti.
Tra i sette casi citati, Castellanza è quasi l’unica eccezione in cui la forza pubblica non è intervenuta e dove, pare, non sia stato denunciato o identificato nessuno.
I fatti risalgono ad un freddo fine settimana del marzo 2008.
Il luogo prescelto per il misfatto la ex mostra del tessile.
L’area si affaccia su una strada statale molto trafficata e pertanto è da ritenersi che gli arrivi dei partecipanti, provenienti da diverse parti d’Italia, non conoscendo esattamente la meta, fossero facilmente individuabili.
Poiché a quell’epoca ero, per motivi di lavoro, un assiduo frequentatore dei magazzini Metro, ricordo con precisione di aver notato vecchie e strane auto in sosta in quel parcheggio coi vetri molto appannati ad indicare che numerosi occupanti erano lì dentro da diverso tempo, già dal tardo pomeriggio di sabato.
La circostanza, oltre al sottoscritto, avrebbe dovuto incuriosire anche gli addetti alla vigilanza e le pattuglie in transito, invece tutto filò liscio fino a quando, sabato notte, furono divelti i cancelli dell’area privata e delle colonne di auto e furgoni si insediarono all’interno dando inizio alle feste.
Negli altri casi, sebbene in luoghi più sperduti ed anche, leggiamo sempre sulla Provincia, con un maggior numero di partecipanti, la forza pubblica sarebbe già intervenuta, staccato la musica,  provveduto ad identificazioni e denunce e rimandato tutti a casa.
La scorsa estate anche il Comando dei Carabinieri di Legnano irruppe con analoghe modalità in un rave party appena iniziato nella boscaglia tra Busto Garolfo e Arconate.
A Castellanza, oltre alla evidente violazione di una proprietà privata, incombeva anche il rischio di ferimenti perché gli stabili erano stati da tempo dichiarati pericolanti.
Invece nessuno si fece male e il grande “sballo” filò via liscio per tutta la notte, con la musica a “palla” e nella più totale illegalità.
La domenica, in tarda mattina, sentiti i commenti in paese, decisi di recarmi di persona sul luogo.
Le forze dell’ordine “controllavano a vista”, come correttamente riporta la Provincia.
Come le belle diciottenni sono “controllate a vista” dalle madri al ballo delle debuttanti.
Al mio fianco avevo l’Ing. Tellarini ed insieme decidemmo di entrare.
Intanto avevo avvisato un collega consigliere, un veterano noto per la sua tenacia, che presto si unì a noi.
Quasi tutti i ragazzi erano ubriachi o “fatti”, occupavano la tenso-struttura, invasa da una musica martellante ed assordante.
Diversi ci scambiavano per agenti in borghese e si facevano da parte.
Tellarini non si risparmiò anche qualche leggera paternale, dopo di che abbandonammo il campo.
Seppi poi che i magazzini Metro, aperti la domenica, nel tardo pomeriggio faticarono a tener lontani quei balordi in cerca di ulteriori approvvigionamenti di alcolici.
Finalmente il lunedì mattina, dopo che anche l’ultimo ritardatario, appena risvegliatosi, per il traffico della giornata lavorativa, se ne andava e con cura riavvicinava il cancello, abbiamo ascoltato le prevedibili reazioni.
“Poteva essere una strage, a causa delle strutture pericolanti” tuonava da una parte Caldiroli.
“Potevamo arrestarli tutti, ma poi dove li avremmo messi? E qualcuno poteva anche farsi male” si rincarava dall’altra.
La Provincia precisa che a Castellanza erano in trecento, mentre alla cartiera di Vedano Olona, qualche mese prima, nonostante seimila presunte presenze, le forze locali non esitarono ad intervenire.
In compenso, allo scopo di prevenire altre implacabili invasioni, ci si attivò per far demolire al più presto tutta la struttura, infischiandosene della sua valenza storica e incentivando gli ignoti proprietari dell’area con abbuoni di volumetria aggiuntiva per le imminenti nuove edificazioni.
Qualche mese  fa i contadini di Cerro Maggiore si sono lamentati perché la diffusione dei  conigli sta rovinando i loro raccolti.
Personalmente ho dedotto che se la rimostranza si fosse verificata a Castellanza, lo stesso Caldiroli avrebbe proposto alla maggioranza amica l’edificabilità di quei terreni agricoli; e questa logica soluzione non avrebbe accontentato solo i contadini.
Intanto, dalla lettura dei giornali, tra alcol e droga, fortunatamente, è emerso che nessuno si sia fatto molto male.
Con un’unica eccezione.
Un ragazzo di Castellanza è deceduto per eccesso di droga, al rave party di Segrate, tenutosi il 24 marzo 2008, proprio nel giorno di Pasqua.
Chissà se poco prima, a Castellanza, c’era anche lui?


Maurizio Tarantino

 

 
 

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