Castellanza, 14 Marzo 2010.
Una cosa che mi irrita profondamente è la negazione, da parte dei politici, delle proprie responsabilità, piccole o grandi che siano. Tale malsana abitudine si accentua nel periodo elettorale per il rinnovo della carica ricoperta ed è comprensibile che le cose buone fatte vengano valorizzate mentre gli errori o i ritardi al contrario minimizzati o attribuiti a cause esterne. Nel caso della 'nuova stazione' di Castellanza i ritardi e le carenze progettuali all'atto della messa in esercizio del 30 gennaio sono sotto agli occhi di tutti, e le elezioni comunali a Castellanza si svolgeranno solo nella primavera 2011, il che rende ancora più grave la fattispecie.
Se è accettabile un compromesso che privilegia l'attivazione pur in modalità provvisoria, per non arrecare danno a Malpensa e all'avvio dell'esercizio del tunnel, non è accettabile che chi rappresentava sul tavolo del collegio di Vigilanza i cittadini di Castellanza non abbia preteso dalle controparti (FNM, Regione Lombardia, Comune di Busto Arsizio, Provincia di Varese) che venissero perlomeno garantite le funzionalità minime per evitare i gravissimi disagi ai pendolari e agli utenti anche occasionali del servizio pubblico di trasporto.
Mi limito a sottolineare quattro punti su cui le attuali inadempienze sono inaccettabili per i cittadini di Castellanza.
1) La navetta predisposta per collegare la vecchia stazione copre il servizio con orari parziali, non sincronizzati con i treni, e le corse sono lente se confrontate a quelle di un mezzo su rotaia (ipotizzato negli accordi 2001) tanto che i pendolari perdono 30-40 minuti al giorno in più tra andata e ritorno. La copertura delle fasce centrali della mattina, del pomeriggio, di parte della sera e del sabato è stata fatta dirottando l'uso di un bus gratuito cittadino. La domenica non è coperta.
2) L'attraversamento dei binari avviene tramite una struttura provvisoria soprannominata 'ponte tibetanto' che rende difficile ai più e talvolta umiliante il gesto quotidiano di prendere il treno; per chi non può fare le scale è permesso l'attraversamento dei binari con gravi difficoltà e disagi.
3) E' mancato un preciso accordo con Busto Arsizio in merito alle responsabilità di esercizio e sulla gestione dei parcheggi: per i problemi di sicurezza del 'ponte tibetano' i tecnici del comune di Castellanza dicono che ora la stazione è in territorio di Busto e quindi si lavano le mani; per la regolamentazione della sosta nel piazzale c'è un caos totale, tanto che giovedì scorso (vedi qui un articolo dell'11 marzo tratto da VareseNews) il percorso della navetta è stato ostacolato e ne sono derivati ritardi ulteriori. I pendolari lamentano che la stazione, costruita in zona periferica, è insicura e raramente si vedono le pattuglie della polizia urbana, forse perchè nell'incertezza della competenza tra Castellanza e Busto prevale il disinteresse.
4) Oltre alla vecchia stazione, Castellanza ha perso i servizi della stazione, anche i pių elementari. Ad esempio la biglietteria che non è più come prima. La biglietteria automatica č spesso guasta o con pagamento Bancomat inattivo. La presenza di un bigliettaio in carne e ossa è stata inizialmente prevista solo in alcune fasce orarie dei giorni lavorativi e solo di recente, dal 13 marzo, estesa anche al sabato e festivi.
Cosa dice il sindaco di Castellanza sull'argomento? In sostanza la sua tesi è del tipo: “Abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare, ci sentiamo a posto: tutti i problemi sono colpa di chi ci ha preceduto e la sinistra ci sta attaccando per motivi elettorali”.
Domenica scorsa ho scritto un breve quadro riguardo a cosa abbia effettivamente ereditato il caro Farisoglio all'inizio del suo mandato, per chiarire che nel maggio 2006 di ritardi non ce n'erano, per chiarire che le minoranze hanno segnalato i ritardi e le carenze che già si presagivano in tempi non sospetti. Sapete come ha commentato su FaceBook il nostro 'amato' sindaco? “Peccato che il caro Costantini cominci la sua cronistoria dal 2006, ma dal 2001 al 2006 cosa è successo?" (trascrizione integrale del post aperto da Fabrizio Farisoglio il 7 marzo alle ore 21.32).
Quindi, non avendo argomentazioni da oppore, si dà per buona la mia ricostruzione del periodo dal 2006 in poi: il Consiglio Comunale ha unanimemente chiesto alla giunta guidata da Farisoglio, con una mozione del luglio 2006 votata anche dai consiglieri di maggioranza, di attuare integralmente gli accordi del 2001 per l'interramento e la realizzazione della nuova stazione e dei servizi accessori ma ciò non è (ancora) avvenuto.
Almeno delle scuse e delle spiegazioni i cittadini di Castellanza se le meritano.
Molti si sono chiesti nelle passate settimane se fosse giusto spendere così tanto per un'opera considerata 'faraonica'; molti sono tornati a chiedersi se sia stato giusto decidere di spostare la stazione dal centro di Castellanza; lo stesso Farsioglio spesso si è lasciato andare a dissertazioni sull'argomento. Sono domande utili per i libri di storia ma inutili e solo fuorvianti rispetto alle responsabilità esecutive dopo la decisione del Consiglio Comunale del luglio 2006.
A me non interessa la dietrologia o l'attribuzione a una parte dei meriti o dei demeriti, a me interessa solo che i servizi a Castellanza funzionino e che per quelli che non funzionano qualcuno si assuma la responsabilità di rimediare. Penso che sia la stessa cosa che interessa ai pendolari che dopo essersi incontrati su FaceBook hanno pensato di creare un comitato "La St'Azione di Castellanza" per migliorare il servizio connesso con la nuova stazione di Castellanza e un blog specifico. Però la domanda dal tono sottilmente retorico “ma dal 2001 al 2006 cosa è successo?" merita una risposta almeno per aiutare a inquadrare gli eventi.
Un progetto da 120 milioni di Euro, un doppio tunnel interrato di 3 Km sotto a un fiume e una stazione di interscambio richiedono qualche lavoro di preparazione per essere eseguiti.
Innanzitutto una volta firmato un accordo tra le parti bisogna avere una ratifica dal Ministero, fare un progetto di massima e bandire una gara per aggiudicare i lavori. Di questo aspetto si è occupata prevalentemente FNM, il "braccio operativo" dell'opera. Per una migliore gestione del progetto ed in base al tipo di tecnologie utilizzate ha diviso in due fasi la realizzazione: il primo lotto è stato quello del "tunnel profondo" (scavato con una talpa trasportata apposta in loco) ed il secondo quello delle gallerie artificiali e della stazione, considerate opere 'normali' e di realizzazione meno critica rispetto al tunnel profondo.
Per scavare un tunnel bisogna far accedere una enorme quantità di camion e quindi è stato necessario predisporre una viabilità adeguata: la realizzazione della variante alla SP 19 (la provinciale che da Castellanza costeggia verso nord la Valle Olona) è stata un'opera non proprio secondaria, necessaria per aprire il cantiere del tunnel. Si tratta di una bretella che dall'Autostrada A8 (uscita di Castellanza in territorio di Legnano) conduce, attraverso un sottopasso della ferrovia tra Legnano e Rescaldina, al cantiere ai confini tra Castellanza e Marnate dove si innesta sul percorso originario della SP 19 in Largo degli Alpini.
Alcune date:
Il 10 Aprile 2001 viene firmato l'accordo di programma.
L'11 Ottobre 2001 il Ministero dei Trasporti pubblica il decreto definitivo che approva "il progetto definitivo per la risoluzione del nodo ferroviario di Busto Arsizio, comprendente la nuova stazione di Castellanza/Busto Arsizio ed il raccordo Z, nell'ambito delle opere necessarie al completamento del collegamento ferroviario Saronno-Malpensa".
Il 2 Ottobre 2002 Regione Lombardia e Ferrovie Nord sottoscrivono l'accordo per la realizzazione della tratta ferroviaria del Malpensa Express nel Comune di Castellanza. L'accorodo prevede che i lavori vengano realizzati dalle Ferrovie Nord.
Il 1 Aprile 2004 si ha notizia che FNM hanno aggiudicato il primo lotto (tunnel profondo), con qualche ritardo in realtà. Il progetto esecutivo avrebbe dovuto essere pronto per il novembre 2003, ma a causa di comprensibili difficoltà legate alla complessità dell'opera ci sono stati alcuni problemi - risolti - in merito alla aggiudicazione dell'appalto. Altre opere invece sono state realizzate nel frattempo, come ricordava l'Assessore Massimo Corsaro: "Ricordo, comunque che alcune opere connesse all'interramento della linea ferroviaria, concordate con le Amministrazioni locali, sono già state completate. Il sottopasso di viale Italia e la strada intercomunale del casello 19 (ndr: si riferisce alla variante SP19 che consente tra l'altro l'accesso di mezzi pesanti al cantiere) hanno consentito di sopprimere due passaggi a livello e costituiscono oggi due alternative di transito ulteriori rispetto ai tre passaggi a livello residui sulla linea Milano-Malpensa"
Il 1 Dicembre 2004 il Consiglio Comunale respinge una mozione che di fatto avrebbe fatto ritardare i lavori. Il sindaco all'epoca è Maria Grazia Ponti, l'unico tra i candidati alle precedenti elezioni della primavera del 2004 a sostenere che l'interramento FNM va bene così, come da accordi 2001, con la benedizione dei cittadini che l'hanno eletta.
Il 9 Febbraio 2005 FNM annuncia il via libera ai lavori del tunnel profondo, con cantiere e punto di accesso dei camion per asportare il materiale escavato in Via Don Gnocchi.
Il 31 Maggio 2005 si ha notizia che FNM ha aggiudicato lo stralcio del secondo lotto dei lavori complementari relativo ai raccordi "X" e "Z".
Il 6 Luglio 2005 la talpa inizia lo scavo del tunnel.
Il 27 Luglio 2005 sono resi pubblici i risultati della gara per il residuo del secondo lotto, quello comprendente le gallerie artificiali e molte opere a corredo tra cui la "nuova stazione di Castellanza/Busto A. a ponte"
Il 19 Aprile 2006 la prima canna del tunnel è finita e Roberto Ceresoli, direttore di Ferrovie Nord Milano Ingegneria, dichiara: "Ora si può procedere più velocemente, abbiamo capito con che tipo di terreno abbiamo a che fare e come operare al meglio. Di questo passo a fine anno completeremo i tunnel, poi servirà un anno e mezzo per completare tutte le dotazioni di sicurezza e di segnalazione. Nell'estate del 2008 l'opera sarà pronta per entrare in funzione".
Il sindaco Farisoglio è entrato in carica il 31 Maggio 2006. Può spiegare ai cittadini come è riuscito ad accumulare un ritardo di quattro anni su due (si prevede che l'opera sarà completa nel 2012)? Va bene, c'è stato il fallimento De Lieto di cui si sono avuti i primi segnali solo nell'ottobre 2009, ma il resto? E' ovvio che il tunnel non doveva scavarlo il sindaco, ma ci chiediamo: perchè i ritardi sono stati taciuti fino all'ultimo, perchè chi rappresenta i cittadini di Castellanza non ha preteso almeno un decoroso completamento dei servizi prima della messa in opera? Il sindaco di Castellanza lavora per i cittadini o per il 'partito'?
Quattro anni di ritardo su due ... se ci pensate è un bel record che resterà negli annali della nostra città.
Celso Costantini