Castellanza, 26 Apr 2010. Prendo spunto da una serie di articoli apparsi nel corso del mese sui quotidiani locali, dei quali riporto due interventi in calce.
La sintesi delle verifiche fatte sulla possibilità di spostare da Via Madonnina a Via San Giulio il finanziamento è che in tal modo Castellanza vedrebbe declassare a fascia B il finanziamento di 4,6 milioni di Euro, con la possibilità concreta che l'intervento non si realizzi mai.
Nessuno dice però quali sono i 'costi' per la città dello scempio urbanistico conclamato del quale sta per essere aperto il cantiere:
- oneri di urbanizzazione, che in Via San Giulio non sarebero necessari,
- svalutazione dell'impianto sportivo di Via Bellini che non potrà più essere usato di notte, non avrà più spazio per crescere e andrà spostato oltre autostrada,
- perdita di immagine per la città di Castellanza in generale e degli immobili di centinaia di famiglie che vivono nei dintorni.
Probabilmente dando il giusto valore a ogni conseguenza della sciagurata scelta che nessuno si sente di fermare, Castellanza avrà una perdita ben superiore al finanziamento tanto sbandierato. E nessuna garanzia che gli alloggi costruiti vadano a beneficio degli attuali residenti ed in particolare di quelli di via Via San Giulio che non hanno in media la possibilità di permettersi il pagamento di un pur modesto affitto che comunque ALER pretenderà.
Il fatto di cambiare la destinazione dell'intervento in realtà sarebbe solo una scelta di buon senso che, almeno formalmente, non farebbe perdere il finanziamento (passando solo ad una coda di attesa e non implicando la rinuncia) ma renderebbe quello stanziamento 'reale' in quanto non comporterebbe gli effetti negativi sopra elencati.
Fino all'apertura del cantiere qualche speranza rimane.
Celso Costantini
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La Provincia di Varese - VENERDÌ 23 APRILE 2010 - Pag.30
«Fermeremo il cantiere alla Madonnina»
Il Comitato alza le barricate e attacca la Lega: «Troppe promesse non mantenute»
CASTELLANZA «Meglio perdere i finanziamenti che rovinare Castellanza». E’ quanto afferma il Comitato in difesa dell’area della Madonnina che continua la sua battaglia contro l’edificazione dello spazio verde. «Siamo pronti – dichiarano i membri del gruppo – a bloccare il cantiere e ad indire un referendum». E aggiungono: «Prima delle elezioni la Lega Nord era quasi sicura di vincere la battaglia, ma quegli slogan non sono stati mantenuti. Avrebbero dovuto agire prima ». «Ammesso che si perdano i finanziamenti – afferma il Comitato – i soldi che si risparmierebbero per la non urbanizzazione dell’area verde potrebbero essere utilizzati per i palazzi di san Giulio. L’errore comunque è stato commesso all’inizio: vi erano altre aree immediatamente cantierabili, ad esempio in via San Giovanni, e si sarebbe potuto agire subito sui 7000 mq di via san Giulio costruendo nuovi edifici in mezzo al cortile e realizzare, abbattute le vecchie strutture, del verde tutt’attorno. La richiesta per ricevere i finanziamenti inoltre era basata su un progetto che riguardava un’area di 2000 mq: invece lo spazio inizialmente era inferiore; circa 250 mq sono stati acquistati successivamente da un privato che li ha donati, non si a che pro, al Comune». Un altro dubbio del Comitato riguarda le graduatorie per l’assegnazione degli alloggi Aler. Su quest’ultimo aspetto, l’assessore al Territorio Vittorio Caldiroli però assicura: «Con Aler abbiamo raggiunto un accordo, la graduatoria avrà valenza comunale. Gli alloggi sono per gli abitanti di via San Giulio». Sulle dimensioni dell’area edificanda, Caldiroli dichiara: «Per richiedere il finanziamento inizialmente non abbiamo dovuto allegare nessun documento tecnico, ciò è avvenuto solo in un secondo tempo ». «A parte il fatto che la gestione delle case non è stata seguita da me – interviene il vicesindaco Ferruccio Ferro - bisogna ricordare che il progetto è stato congelato per due anni, si pensava che i finanziamenti non arrivassero più: invece la situazione ha avuto un’accelerazione solo negli ultimi tre mesi. Ecco perché ho preso contatto ultimamente con i diversi enti. Da parte della Lega non c’è stato alcun voltafaccia. Io mi sono sempre comportato “in punta di piedi” perché in ballo ci sono soldi pubblici, non potevo rischiare di essere denunciato per agire per interessi privati visto che abito nella zona interessata, ma ho tentato fino all’ultimo di evitare l’edificazione. Per me l’intervento è pessimo, uno sfregio alla città, ma posso sbagliarmi: se così fosse non me ne prenderò alcun merito ».
Mariagiulia Porrello
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La Provincia di Varese - GIOVEDÌ 15 APRILE 2010 - Pag.40
CASTELLANZA/COSI’ PARLO’ CASTELLI
Spostare i soldi della Madonnina? «Possibile, ma troppi rischi»
Una risposta, anche se per ora in via ufficiosa, alla spinosa questione dell’area della Madonnina di Castellanza c’è. A darla è il leghista Roberto Castelli, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Interpellato dal collega di partito Ferruccio Ferro, assessore all’ambiente e vicesindaco di Castellanza, il quale si sta battendo affinché la zona verde su cui sorge la cappella votiva alla madre di Gesù rimanga inedificata, Castelli si è espresso in merito ad un eventuale spostamento dei finanziamenti. Ricordiamo come la città abbia ricevuto 4 milioni 600 mila euro per la costruzione di case di edilizia popolare in via Madonnina: la zona era stata scelta in quanto era l’unica che fosse “immediatamente cantierabile”, come richiedeva il bando per ottenere i fondi. Molti però sono i cittadini che non vorrebbero vedere sorgere costruzioni sul luogo in difesa del quale si è addirittura costituito un Comitato. Anche per i politici che governano la città, a questo punto l’ideale sarebbe riuscire ad utilizzare la somma ricevuta non per realizzare case sull’area della Madonnina, ma per sistemare i palazzi di via San Giulio. Il vicesindaco, disposto ad andare fino a Roma per chiedere se sussista la possibilità di spostare i finanziamenti senza perderli, ha ricevuto, per ora in via ufficiosa, un chiarimento da parte del viceministro. «Fondamentalmente - afferma Ferro - il cambio non è impossibile. Ma se lo facciamo, automaticamente Castellanza verrebbe spostata dai Comuni di fascia A a quelli di fascia B. I primi sono quei Comuni che hanno presentato progetti validi per i quali sono state erogate risorse, mentre i secondi sono quelli i cui progetti sono stati ritenuti finanziabili, ma che per ora non hanno ricevuto nulla. Teoricamente anche questi ultimi dovrebbero ricevere finanziamenti, ma non si sa quando. Di fatto – precisa – non si sa niente». «A questo punto - sostiene Ferro - non penso di recarmi a Roma. Certo, se ce ne fosse la necessità sono disponibile ad andare, ma ormai la situazione è chiarita». Mariagiulia Porrello