Castellanza, 11 Lug 2010. Riceviamo e pubblichiamo (CC).
Lettera aperta
Ch.mi sig.ri Sindaco cittadino e consiglieri eletti.
Noi, emigrati in questo luogo ove un altro sindaco ci inserì in questa area da oltre mezzo secolo,
ci si trova col cuore rattristato nel vedere lo scempio che vil peccatore impone ad eseguire.
Sarà un ricordo scomparso nel nulla questo lieve dosso boscoso, presso al quale i nostri Padri solevano sostare per ravvivare le membra stanche dall’opre faticosa imposta dal lavoro al campo.
Riflettete prima di agire in malo modo infierendo una ferita insanabile, nell’area della Madonnina.
Così facendo soffocate la memoria storica di coloro che vissero all’ombra di quelle rubiacee che subiranno la stessa sorte degli alberi che facevano corte ai pochi rimasti.
E quella Sacra cappella votiva, a noi tanto cara, messa lì a mò di garitta con sentinella a quello orrendo casermone che, di proprietà ALER “i nostri figli, i nostri nipoti” vedranno ridotti come da esempio i caseggiati di via San Giulio.
Chi dei nostri figli ricorda la cultura storica della nostra Castellanza?
I vecchi mulini (erano otto) Le chiesette di San Bernardo e San Carlo Borromeo con l’omonimo cortile dal quale, sbirciando con l’occhio dall’ingresso col vecchio portone mostrava una bellissima meridiana con orologio (misteriosamente trafugato). Ne sono rimasti due dei quattro giganteschi platani secolari. Gli altri due furono abbattuti da vile mano di uomo meschino, infervorato negli affari per acquisto di terreni, onde potere costruire fabbricati. Ma non ebbe fortuna.
I nostri ricordi ci riportano a quel tempo in cui la bramosità dell’avere da parte dell’uomo permise di distruggere ciò che madre natura gli offrì.
Il verde, i campi, le limpide acque del fiume, l’ossigeno che permette la vita……..
Cosa lasceremo in eredità ai posteri ?
Un orrendo mostro che andrà a danneggiare i residenti che con immani sacrifici riuscirono ad ottenere una residenza con un pochino di verde attorno.
La possibilità ad imprese cittadine di costruire laddove, a spese della comunità Castellanzese si troveranno una area urbanizzata affossando in una area molto ristretta migliaia di nuovi cittadini che andranno ad abitare in via San Camillo e via Madonnina in area privata e non pubblica. E perché no? In un prossimo futuro completando il rettangolo con via Rescalda e via Bellini.
Non si hanno prove scritte per motivare trame occulte, ma la realtà consiste nel fatto che lo scempio rimarrà e sappiano gli elettori che erigere case per i meno abbienti è una scusante in quanto le case di San Giulio stanno a testimoniare la necessità di un restauro od un eventuale abbattimento. La realtà, per l’uomo della strada, sta nel favorire in quell’area la costruzione ad imprese immobiliari che andranno a cementare tutta l’area verde rimasta ed urbanizzata.
E’ Il pensiero degli umili che vaga nell’aria…….
E Tanino riporta.
Gaetano Gastiglioni - Castellanza