Castellanza, 18 Lug 2010. Riceviamo e pubblichiamo (CC).
Cari amici del comitato e cari cittadini di Castellanza,
mi rivolgo a voi e non ai signori del comune perchè ormai non é più tempo
di parlare contro i muri di gomma ma di ritrovare il senso dell'unità fra chi
ha ancora
un briciolo di senso civico e di rispetto per la comunità.
Quello che si sta verificando è lo scempio che tutti temevano, la realtà é sempre più dura delle teorie e quindi il dolore che provo, e che so che
anche voi provate, è davvero enorme.
Vedere distrutto uno dei pochi spazi verdi e naturali presenti nel nostro
piccolo
territorio è davvero una sconfitta che non lascia che un solo sentimento, la
rabbia.
La rabbia per vedere eseguire un'opera devastante nonostante l'opposizione
forte della
cittadinanza.
Mi domando ora se sia lecito per un'amministrazione andare contro la volontà
della
maggioranza dei cittadini per portare avanti un progetto edilizio sbagliato e
ambiguo.
Non lo é. E' talmente evidente che non lo é che per aprire un cantiere si
sono presentati
con le forze dell'ordine.
Penso che non dobbiamo fermarci davanti a questa prepotenza, a questa
ennesima
dimostrazione di distanza fra politica e realtà locale.
Penso sia giusto mettere ostacolo al procedere di questa opera perchè
ora é evidente a tutti quello che stanno per fare e la cassa di risonanza sarà
molto
più elevata.
Forse non riusciremo a fermarli, forse.., ma perlomeno li faremo andare sulle
pagine dei giornali
per 2 anni di fila e se mettiamo impegno anche sulle televisioni.
Usiamo i loro stessi mezzi, usiamo la propaganda per far emergere una verità
sconvolgente. Se smettiamo di indignarci smettiamo di essere vivi.
Non lasciamo che questi esseri incompetenti, arruffoni e arraffoni si
prendano
anche cio' che non si sono ancora presi.
Riapriamo la battaglia e affiliamo le armi.
Claudio Borin