Castellanza, 7 Ago 2010. Riceviamo e pubblichiamo (CC).
Nel limbo di Castellanza
Il nostro beneamato Sindaco dimentica spesso di essere stato eletto grazie ad una variegata coalizione.
Nel gruppo, insieme ai simboli e ai rappresentanti di partiti politici, è compreso anche “Vivere Castellanza”, unitamente al suo consigliere rimasto.
Dal verdetto delle urne nel 2006 la vittoria è stata raggiunta col 20% delle preferenze tra tutti gli aventi diritto al voto.
Con questo pur risibile quorum i meccanismi elettorali consentono al Sindaco di disporre della maggioranza per governare.
E’ quindi suo preciso dovere dimostrarsi attento alle esigenze di tutti.
In questi quattro lunghi anni egli purtroppo non solo ci ha insegnato a snobbare la minoranza, su qualunque seria proposta avanzata, ma si è ben presto rivelato insofferente anche con elementi della sua stessa maggioranza.
Con quale autorità il Sindaco può autonomamente e ripetutamente dichiarare che il sottoscritto non fa più parte della comune maggioranza?
Tra le tante colpe che mi si cercano di addossare riconosco solo la volontà di esprimere ciò che penso, sempre in sintonia con Vivere Castellanza, con la stragrande maggioranza dei Castellanzesi e, diverse volte, anche con la minoranza.
Alle riunioni di maggioranza il Sindaco non rispondeva alle mie domande e reagiva parlando d’altro o alzandosi per accendersi una sigaretta, in disprezzo anche dei divieti, del rispetto e della salute dei presenti.
Così ho deciso di far conoscere il mio parere sui giornali, sul web ed in Consiglio Comunale.
Di fatto sono stato immediatamente escluso dalle riunioni di maggioranza, senza che nessuno dei miei colleghi spendesse una parola in difesa dei miei diritti.
Sono stato discriminato, emarginato e umiliato.
Non chiedo oggi a un individuo di questo calibro di comprendere di avere infranto i limiti della sua pur ampia autorità, e nemmeno che tenga fede ai principi democratici che lui stesso, a parole, professa.
Poiché senza l’aiuto dei nostri pur esigui voti, non sarebbe stato nemmeno eletto, ricordi costui che se allontana un suo consigliere, tradisce anche la fiducia di parte degli elettori.
Alle ormai prossime elezioni, nella malaugurata ipotesi in cui dovesse decidere di ricandidare la sua effige, ora purtroppo a tutti ben nota, difficilmente potrà scrollarsi di dosso quest’onta che, anche se perdonata, non sarà più dimenticata.
Maurizio Tarantino
Consigliere di Castellanza