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  Gioco d'azzardo a Castellanza

Castellanza, 13 Ago 2010. Riceviamo e pubblichiamo (CC).

Con la grave crisi del commercio di vicinato stiamo assistendo, un poco alla volta, alla chiusura dei nostri negozi locali, anche importanti e di storica data.
All’orizzonte scampano ormai, fuori dai supermercati, le onnipresenti banche e le attività affiliate o amiche: farmacie, tabaccai, bar e pizzerie; oltre alle agenzie immobiliari, che da tempo hanno messo su casa anche nella nostra Amministrazione.
Nella desolazione generale una nuova attività, in evidente contro tendenza, sta capillarmente prendendo possesso del nostro territorio.
Sono i locali per il gioco d’azzardo. Grazie alla ventata dei nuovi servizi, il settore sta godendo di straordinario vigore. Così ai classici lotto e totocalcio, si aggiungono il “poker on line”, il “win for life” o superenalotto e il “turista per sempre” che promette la vincita di una rendita fissa e perpetua.
Le scommesse non conoscono crisi, anzi è proprio dai momenti difficili che si traggono i maggiori guadagni.
La “febbre del gioco” sta contagiando nuove categorie: oltre a ragazzi e donne, molti cassintegrati e senza lavoro si stanno abituando a transitare in queste moderne cattedrali del benessere.
E l’interesse tocca anche i rapinatori, le cui visite purtroppo non lasciano a desiderare.
C’è ancora qualcuno che crede a questo tipo di iniziative per contrastare la crisi economica e quella del commercio di vicinato?
Il gioco, al pari dell’alcool e della droga, è un vizio che crea dipendenza, allontanandoci dalla realtà e come tale va controllato e osteggiato.
Il Comune di Samarate, seguendo l’esempio di altri Sindaci, presenti e attenti al proprio territorio, ha deciso di limitare di fatto l’espansione del fenomeno.
Busto Arsizio, che è un Comune amico, si è mostrato sensibile patrocinando, con l’Associazione dei Commercianti, un mirato manifesto di prevenzione, da tempo distribuito nel territorio.
A Castellanza invece non si fa nulla.
Pensare di “attenersi alle norme”, lasciando la più ampia iniziativa all’imprenditoria, è una dimenticanza, o una scelta, che potrebbe rivelarsi parecchio rischiosa.
Las Vegas, come ogni altra capitale del gioco che si rispetti, offre poi uffici cambi e pegni dove i più incalliti giocatori possono riavere denaro fresco, incuranti di quel che costi.
A Campione poche settimane fa hanno smascherato un ufficio cambi che, in prossimità del famoso casinò, incassava assegni a tassi da strozzinaggio, dal 10 al 20% mensili .. provare per credere ..
Analoghi usurai arrivano capillarmente a chiamata su tutto il territorio, che spartiscono e si contendono, magari anche scambiandosi due colpi al bar .. Ma per fortuna non c’è nulla di tutto ciò nella nostra Castellanza.
Altra cosa è una nuova attività, molto ben pubblicizzata e solo casualmente ubicata vicino alle sale da gioco.
Chi si stanca di tenere in cassetta gli ori di famiglia, evitando anche il rischio che glieli possano rubare, scoprirà di poterli vendere, subito e per contanti .. ma a che prezzo? 
Chi sono i veri utilizzatori di questo servizio?
I “malati” del gioco e le persone “veramente” in difficoltà?
Se solo la Banca ritarda un prestito può capitare di dover perdere gli amici ai quali si era chiesto inutilmente aiuto e capire di non avere nessun altra possibilità.
Anche il nostro Sindaco e l’Assessore al Commercio devono dimostrare di essere più presenti ed attenti di fronte a queste nuove realtà.
O dobbiamo pensare che è altro ciò che conta e che comunque gli introiti delle case da gioco serviranno anche e soprattutto per riempire le casse dello Stato, nel pieno disprezzo della crisi locale e dell’impoverimento del nostro territorio?
Castellanza, agosto 2010                                                      Il Consigliere di Maggioranza
                                                                                                      Maurizio Tarantino

 

 

 
 

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