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  Il “lieto fine” dell’impresa De Lieto

Castellanza, 16 Ago 2010. Riceviamo e pubblichiamo (CC). 

Castellanza, quale “Svizzera” della Valle Olona, è estranea a rischi ambientali, così come da quelli economici e sulla sicurezza?
Quale isola felice che non è, la stessa rientra comunque nella regola generale con situazioni ambientali “a rischio” senza garanzia di copertura dei costi di bonifica da parte delle imprese responsabili, realtà purtroppo oggi assai diffusa in Lombardia.
Ma, più che nella regola, la nostra amata cittadina si riconferma una brutta eccezione.
Perché anche quando i crimini ambientali si compiono intenzionalmente e si smascherano i colpevoli, si fa di tutto per nascondere e far dimenticare la vicenda.
Il lieto fine dell’impresa De Lieto lo insegna.
Poco più di un anno fa un Consigliere di Maggioranza segnalava alla Polizia Municipale la presenza di mezzi sospetti per movimento terra in prossimità dei boschi di Rescaldina.
Questi lavori proseguivano fino a sera, dopo di che uomini e mezzi scomparivano dal cantiere e la mattina successiva si presentavano i Vigili.
A quel punto il Sindaco e l’Assessore alla Sicurezza comunicavano alla stampa che si erano effettuati dei sopralluoghi, ma che non era stato riscontrato nulla di grave e che non erano stati sepolti materiali inquinanti, chissà in base a quale indizio.
Solo allora qualcun altro interpellava la Guardia Forestale che, intervenendo immediatamente sul posto, accertava il reato di asporto dal sottosuolo di sabbia e ghiaia e del successivo riempimento con macerie cementizie da demolizione.
Gli stessi agenti della Forestale ponevano senza indugio sotto sequestro l’accertata discarica abusiva denunciando l’impresa utilizzatrice dell’area per soli scopi “agricoli e vivaistici”.
I movimenti di terra nell’area, che si affaccia su una strada provinciale, erano continuati per circa un anno, individuabili persino dal satellite, senza mai nessun cartello esposto e senza che mai nessun agente, sebbene addestrato allo scopo, avesse rilevato alcunché.
Il Sindaco giustificava che, a causa della “vastità” del territorio di Castellanza, non era materialmente possibile monitorarlo in tutta la sua estensione.
Se ciò è vero, allora si conferma la tesi dell’unico testimone, anche Consigliere Comunale e munito di prove documentali sull’operatività dei mezzi, il quale afferma di avere intuito  dell’esistenza della discarica da indiscrezioni trapelate nel Palazzo Comunale.
Intanto si apre una ipotesi di “lieto fine” per l’impresa incriminata, che pure deve contare su solide garanzie perché appaltatrice dell’interramento delle Ferrovie Nord a Castellanza.
Con sorpresa di molti ma non di tutti, la stessa con un astuto scorporo di ramo d’azienda ha chiesto la dichiarazione di fallimento in proprio, iniziativa alquanto inusuale, specie per un’impresa così dinamica e pronta coi propri mezzi a collaborare anche per l’imminente ponte sullo stretto di Messina.
Nonostante il grave e continuato danno provocato al nostro territorio e già in presenza di un fallimento dichiarato, la nostra Amministrazione, dopo più di un anno, non si è ancora mossa per la richiesta di risarcimento dei danni subiti.
Se la procedura fallimentare viene chiusa è più che probabile che non avanzi nulla per chi, come noi, si è interessato in ritardo. Anzi, è la stessa inusuale dichiarazione di insolvenza che pare essere stata presentata ad arte per poter evitare le spese di bonifica.
Probabilmente la nostra Amministrazione, di fronte alla accertata mancanza di disponibilità, rinuncerà persino al deposito della propria richiesta di risarcimento, agevolando il “lieto fine” della vicenda e, per compensare lo scempio del territorio e tacitare l’ignaro proprietario dell’area, senza dubbio ne permetterebbe la sua edificazione.
Così la vecchia volpe del Palazzo, prenderebbe i classici “due piccioni” con una sola fava.
Nella stessa Amministrazione, tra immobiliaristi e costruttori, milita anche un navigato conoscitore di materiali sabbiosi e ghiaiosi, che pertanto potrebbe provvedere a stimare celermente queste entità, rendendosi con l’occasione già a disposizione della giustizia.

Castellanza, agosto 2010                                                                    Il Consigliere di Maggioranza
                                                                                                                    Maurizio Tarantino

 

 

 
 

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