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  L'effetto Fini

Castellanza, 26 Ago 2010. Riceviamo e pubblichiamo (CC).

 

VERSO l’inFINIto E OLTRE!

Nella calda Milano i cartelloni pubblicitari dell’ultimo Toy Story vengono sostituiti da roventi slogans politici: “Si alla legalità”, “Basta affarismo nella politica”, recanti la firma incandescente del cofondatore del PDL, Gianfranco Fini.
Si è intanto assistito ad una pirotecnica azione di killeraggio politico di inaudita violenza rivolta contro lo stesso Fini ed i suoi più stretti familiari.
Anche se i fatti nazionali, amplificati da mezzi di informazione non sempre attendibili, assumono una tale complessità che è fuori dalla portata della piccola Castellanza, non si resiste alla tentazione di cogliere almeno qualche attimo del passaggio di questa folgorante cometa politica.
“.. I cittadini ci hanno votato e noi abbiamo il dovere di governare, chi nella maggioranza non lo permette tradisce la fiducia dei nostri elettori”.
In forza dello stesso concetto anche a Castellanza l’Amministrazione, tagliando corto, ha tirato dritto nel governo cittadino di questi anni.
Ricordo un vecchio film sull’elezione del Presidente degli Stati Uniti, in cui il candidato protagonista, in una lotta con tante promesse e senza esclusione di colpi, alla fine vittorioso  si domandava: “Bene, e adesso cosa devo fare?”.
Il programma di governo elettorale, locale e nazionale, non può,  né di fatto rispecchia,  i passi e le scelte poi compiuti dalle rispettive Amministrazioni.
Il voto iniziale non autorizza a dare per scontato, una volta saliti al governo, di poter fare tutto ciò che si vuole.
Con l’elettorato, le istituzioni e gli alleati si è fatta una promessa di correttezza, di trasparenza e di collegialità che vanno mantenuti e rispettati giorno per giorno.
La dialettica e il confronto sono le condizioni cardine in ogni democrazia.
L’impegno di governo è paragonabile a un matrimonio.
Così come si ha motivo di divorziare se sono venuti meno gli obblighi matrimoniali, altrettanto i cofondatori del PDL possono pretendere quella legalità che è la condizione essenziale per la prosecuzione della coalizione.
I disegni di Legge ad personam e il conflitto di interessi sono ormai diventati delle farse insostenibili.
A cascata, parecchi, nei ranghi e nelle Amministrazioni minori, sbagliando, tendono a fare tesoro di questi cattivi esempi, riscontrabili purtroppo anche a Castellanza.
Persino in campo matrimoniale sembra che il nostro Premier abbia dimostrato come non ci si deve comportare.
La campagna diffamatoria subita da Fini sarebbe apprezzabile se volta a moralizzare cattive abitudini che si suppongono ben più diffuse di quanto ci sia dato di sapere.
Come mai queste notizie non sono state rese note prima?
Si ha la netta sensazione che le accuse siano solo ricattatorie e pertanto potrebbero dissolversi nel nulla tanto velocemente così come sono arrivate.
Nel gruppo di maggioranza tanta è la vergogna e il disprezzo quanto è il silenzio e la comprensione per gli Abelli, i Bertolaso, gli Scajola e i Verdini.
Per una minima parte la situazione che sta oggi subendo Fini, l’ha vissuta anche il sottoscritto, da qualche anno, quando a Castellanza ha iniziato a dire, dimostrando coi fatti, che parecchie delle decisioni prese dall’Amministrazione  nulla hanno a che vedere né col programma elettorale né con l’interesse dei cittadini.
L’effetto Fini vuole essere drasticamente stroncato sul nascere quasi come ai tempi dei tedeschi che si accanirono contro i nostri soldati e i nostri civili appena saputo che non erano più alleati.
Anche i sostenitori del suo storico partito se ne son ben guardati oggi di uscire allo scoperto, vuoi per paura vuoi perché ormai seduti su un comodo cadreghino.
Per tutti questi motivi ed anche senza condividere i suoi trascorsi politici, esprimo simpatia e solidarietà a Gianfranco Fini e al suo gruppo, con l’augurio di poterlo presto vedere quale nuovo punto di riferimento di cittadini onesti che hanno il coraggio e la forza di preferire il bene della collettività al proprio tornaconto personale.

Castellanza,  agosto 2010                                                        Il Consigliere di Maggioranza
                                                                                                          Maurizio Tarantino

 

 
 

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