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Perché fingiamo di vendere una farmacia?

Castellanza, 29 Gen 2012. Riceviamo e pubblichiamo (CC).

Qualcuno a Castellanza, preoccupato dell’imminente asta per la cessione della farmacia comunale di via San Camillo, mi contattava per chiedere un parere.
Solo ieri decidevo così di dare un’ occhiata a quel bando che, puntualmente pubblicato sul sito del nostro Comune, aveva già totalizzato più di cinquecento letture.
Oggi, non come oracolo, ma solo perché sono un poco avvezzo alla materia, posso affermare con sicurezza che la farmacia, a quelle condizioni, è invendibile, nemmeno se il suo prezzo base di due milioni di euro (non noccioline ..) venisse dimezzato all’istante.
Non addebitiamone la colpa al novello governo Monti, reo delle parziali e arbitrarie liberalizzazioni che purtroppo interessano anche le farmacie, ma il merito è tutto della nostra amministrazione, che deliberatamente ha predisposto un bando in grado di distogliere dalla partecipazione all’asta anche il più incallito farmacista ancora munito di intelletto, oltre che, naturalmente, del portafogli.
Perché se “la farmacia dei sani” esiste già da anni a Castellanza ed è individuata in un rinomato ristorante, nessuno dovrebbe mai parlare in paese di una “farmacia dei matti” per indicare questa nuova ipotetica gestione (e così non dicasi per qualsiasi altra nostra farmacia).
La farmacia comunale di via San Camillo è invendibile a quelle condizioni, non solo per il sacrosanto obbligo di riassunzione di cinque pur validi dipendenti che, col costo complessivo annuo di oltre 163.000 euro, spiazzerebbero qualsiasi conduzione, anche se pur parzialmente familiare.
Nemmeno per la base d’asta ed il quasi immediato saldo dell’intera somma.
Neanche perché qualcuno dalla  maggioranza con procurato allarme ha già dichiarato  che gli utili delle farmacie sono inesorabilmente ed in netto calo.
Può essere superata persino la paura di sbagliare nelle modalità di partecipazione alla gara, correndo il rischio di vedersi irrimediabilmente incamerati i duecentomila euro di cauzione.
Lo stesso dicasi per il diritto di prelazione da concedersi ai dipendenti.
Ma è sull’addebito dei mobili ed arredi il punto dove ancora casca l’asino perchè, insieme alla perizia estimativa, si arriva a un totale di cinquantacinquemila euro (IVA compresa).
Nulla viene anche citato sulle quantità reali delle rimanenze che, valutate al costo, dovranno essere prontamente saldate.
Contrariamente ai principi contabili, è imbarazzante leggere al punto 2, lettera d, che l’aggiudicatario dovrà corrispondere a Castellanza Servizi Srl persino il valore dei TFR maturati fino alla data di cessione della farmacia.  Senza indicazioni in merito, è probabile che le cifre in gioco superino agevolmente le centinaia di migliaia di euro (.. e Castellanza Servizi quei quattrini li ha già ricevuti trattenendoli ai suoi dipendenti ..).
Ma allora con l’aggiunta dei mobili, della perizia e delle rimanenze e del TFR che ancora non sono stati comunicati, come è possibile sapere quanto verrà a costare questa benedetta farmacia?
Non basta: l’assurdo si rasenta quando si esige la regolare iscrizione di tutti gli offerenti all’Albo Professionale dei Farmacisti, comprendendo anche, come da punto 6b, lettera e, tutti i soci delle società che concorrono all’asta ( .. e in Castellanza Servizi chi può oggi vantare quell’abilitazione? ..).
Se proprio qualche malcapitato, confondendo quella farmacia col premio di una lotteria, riuscirà ad aggiudicarsela, non preoccupatevi! .. perché proprio al punto 12, ultimo comma, così si legge: “.. il Comune si riserva in qualunque momento di sospendere la gara ovvero di annullarla o revocarla fintanto che non sia stato stipulato il contratto, di non procedere all’aggiudicazione definitiva o revocare l’aggiudicazione, a proprio insindacabile giudizio, senza che i partecipanti alla gara abbiano a pretendere alcunché a titolo di indennizzo e/o risarcimento..” .. capito!?
Compresa (e condivisa) la vera intenzione dell’amministrazione di non voler davvero vendere quella farmacia, ci si domanderà perché mai si è andati a scomodare una giovane commercialista, dal cognome simpatico (e magari anche carina) fin nel cuore di via Montenapoleone?
Forse si era già là a fare shopping nella via più cara di Milano e così si è pensato che la parcella della perizia, di oltre dodicimila euro, sicuramente a carico del Comune perché mancante di aggiudicazione, si potesse inserire nel conto dei vestiti presi in saldo? .. si, ma chi paga!?
Chi sa .. anche le vie della nostra amministrazione appaiono infinite e quando uno dei nostri due sindaci scaglia in alto la sua freccia, restiamo pure tutti con il naso all’insù fintanto che questa non inizia a ridiscendere, ma è da quel momento che ci dobbiamo scansare perché i loro cocci  cominceranno ad abbattersi sulle nostre preziose testoline.
Intanto godiamoci una magra consolazione: a riprova che i dati di bilancio delle singole farmacie, pur esistendo, venivano gelosamente tenuti segreti, ecco che, per errore, gli stessi sono pubblicati col testo della perizia giurata (vedasi pagg. 22 e 23) e peccato che, degli utili citati per la minore delle due farmacie, da Castellanza Servizi non se ne è mai vista nemmeno l’ombra.
In premio alla pazienza dimostrata nell’ascoltare le ultime e gustose marachelle vi suggerisco di affrettarvi dal verificare che proprio la pagina 25 di quella stessa perizia (dettata o giurata?),  in cui si capirebbe che le condizioni di acquisto della farmacia, più che antieconomiche, risultano pazzesche, NON è STATA PUBBLICATA! .. e dato che è impensabile che anche e proprio questa dimenticanza sia casuale .. vi chiedo se sia vero che il lupo perde il pelo ma non il vizio!

Dott. Tiziano Lange’

Cittadino un poco preoccupato.

 

 

 

 
 

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