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Baratto Amministrativo, i perché di una scelta

Castellanza, 27 Dicembre 2016. Riceviamo e pubblichiamo un commento da Cristina Borroni, vicesindaco e assessore cob delega alle attività del settore politiche sociali, a margine del Consiglio Comunale che si è tenuto lunedì 19 dicembre e delle opinioni anche in seguito espresse dal Consigliere Romeo Caputo su queste pagine (CC).

La situazione economica di grave crisi che sta attraversando l’Italia e il nostro territorio , ha determinato per alcune fasce sociali di cittadini, l’estrema difficoltà e l’impossibilità a pagare  tributi locali e affitti anche per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
 Allo stesso tempo, il rispetto delle regole, nel pagamento dei tributi, degli affitti e altro, è fondamentale, dal momento che tali entrate, sostengono la capacità del comune di erogare servizi ai cittadini.
 Ci sono però, situazioni particolari in cui i cittadini possono venire a trovarsi: il Baratto offre un’opportunità importante a chi si trova in difficoltà economica, e come istituzione locale, abbiamo il dovere di offrire a chi si trova  in difficoltà tutte le attenzioni possibili, per cercare di ridurre al minimo ulteriori sofferenze.
Il Baratto Amministrativo si ispira  ai principi di Amministrazione Condivisa e di Cittadinanza Attiva che sono alla base del nostro programma amministrativo, nel quale tra l’altro scriviamo “il nuovo centro delle azioni politico amministrative sarà il cittadino, favorendo l’integrazione dei più deboli ed emarginati” e più avanti ci proponiamo di “sviluppare politiche di welfare locale basate sulla solidarietà e sussidiarietà” e ancora “cittadino e famiglia sono intesi non solo come  beneficiari, ma anche come protagonisti attivi”
 Questo  strumento rientra tra gli interventi che possono favorire il nascere del cosiddetto Welfare Generativo: cioè la previsione di interventi che hanno come obiettivo la riattivazione delle risorse e delle capacità personali, e quindi non più solo a senso unico o passivizzanti.
Non  si tratta certo di uno strumento risolutivo di per sé, ma può contribuire  a riattivare percorsi, che per diversi motivi sono giunti ad una situazione di stallo.
Queste sono le motivazioni espresse anche durante l’ultimo consiglio comunale che a quanto pare Mino Caputo e Michele Palazzo, consiglieri di minoranza,  non hanno ascoltato, perché impegnati a fare ostruzionismo a tutti i costi.
Hanno fatto riferimento a una sentenza  della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna ,  interpretandola  in modo parziale  e strumentale, usandola  come argomento contro e  prevedendo notti insonni per il gruppo partecipiamo a causa di  sicure denunce per danno erariale.
Forse non hanno ben chiaro il nostro metodo di lavoro: prima di approvare  e introdurre strumenti, approfondiamo, verifichiamo e  ci confrontiamo a lungo. Durante il Consiglio Comunale abbiamo risposto a tutte le obiezioni sollevate, ed è stata  anche chiarita la questione legata al parere della corte dei conti, da loro citato, che non considera illegittimo il ricorso al baratto,  definendo che non può essere applicato per i debiti pregressi legati alle tasse comunali, ma solo a quelli in atto nell’anno in corso di applicazione. Diversa è invece la questione legata ai debiti extratributari (multe, affitti case E.R.P …): la possibilità di utilizzo del baratto è stata confermata dal parere contabile della Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia (deliberazione 172 del 24.6.2016).
Il regolamento approvato tiene conto dei pareri e delle indicazioni fornite dagli organi competenti ed è per questo che durante il consiglio comunale, dopo avere  risposto a tutte le obiezioni  sollevate dalle minoranze,  lo abbiamo approvato senza esitazione. La richiesta del consigliere Palazzo di rimandare di un mese l’approvazione, dicendo che tanto non c’era alcuna fretta ci ha molto sorpresi.
I cittadini in difficoltà  stanno aspettando delle risposte e abbiamo il dovere di fornirle   nel più breve tempo possibile.  Respingiamo inoltre al mittente l’accusa del consigliere Caputo di essere “motivati da pregiudizi sbagliati e inopportuni e di aver voluto dimostrare un’inutile atto di forza”.  Avrebbero dovuto entrambi informarsi meglio sulla questione e non fermarsi al primo parere   trovato, interpretandolo a loro piacimento, dimostrando così di essere un’opposizione povera di contenuti, ma ricca di desiderio di protagonismo.

 

 

 

 

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