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Quella ex bella villa dimenticata a Castegnate

Castellanza, 6 Nov 2017. Riceviamo e pubblichiamo.

FORSE SI SONO DIMENTICATI

Castegnate era una gloriosa frazione di Castellanza, un tempo ricca di opifici, di stalle, di gelsi (muruni) per l’alimentazione dei bachi da seta, (sui cavaler) di campi coltivati, di alberi secolari (piantuni), di una cappellina  mariana libera in mezzo al verde, di boschi d’acacie e molto altro.

Il Progresso ne ha cambiato la fisionomia bucolica, basta fare un giretto per ammirare come siamo oggi. Del resto il progresso ben programmato e coordinato è inarrestabile e se migliora il modo di vivere ben venga.
L’ingordigia però non è amica del progresso ben fatto.

Se il cittadino, per caso, passa all’angolo tra via Gerenzano e via don Bosco, e non ha la solita fretta, puo’ ammirare, o meglio scorgere, una ex bella villa di qualche anno fa.
La costruzione “forse” ancora sotto l’interesse delle Belle Arti, con semilune decorate tra i due  piani ed un orto botanico discreto, oggi abbandonato, sputa rovi lunghi metri e secchi da ogni apertura. L’orto è un puttanaio di ogni sorta di erbe ed arbusti spontanei curati da Madre natura quando piove. Perché gettare parti del patrimonio di tutti i cittadini in questo modo? O forse la piovra ci aveva messo l’occhio e poi non quantificando un profitto adeguato alle aspettative ha mollato tutto?

1. Non è possibile far proprio tutto quello che gravita intorno. Castegnate è territorio di tutti i residenti ed esige un po’ di rispetto.

2. La stessa piovra, che dice di non avere molte risorse, appena vede l’opportunità di muovere i propri tentacoli lo sa fare bene. Con l’aiuto dei propri Santi fa di tutto per espandersi.
Gli allocchi senza compensazioni visibili ai più, stendono il solito tappeto rosso e dopo aver ceduto
nel tempo alberi e pezzi di parco, terreno per parcheggio, segato i” piantoni” e molto altro
ancora oggi continuano nelle elargizioni a scapito sempre dei cittadini.

3. Possibile che non si riesca a partorire un’amministrazione che posati gli attributi sul tavolo di trattativa, per una volta, faccia l’interesse dei topolini castellanzesi mostrando un poco i muscoli?

4. Dopo idonea ristrutturazione, con rispetto delle regole, una simile costruzione doveva essere richiesta a compensazione dal Comune (ricordate i palleggiamenti dello Chalet dei Platani?) e data a qualche Associazione, viste le continue richieste, che ne avrebbe curato il mantenimento e le spese di gestione. Certo non si sarebbe fatta cassa (mania e distorsione mentale di chi ci amministra male ora) e si sarebbe valorizzata una villa storica.

Non è mai troppo tardi. In altro articolo verrà trattato lo scempio che grava sulla nostra ex-bella Città ed allora i topolini castellanzesi dovranno aprir bene occhi ed orecchie una buona volta, per non lamentarsi dopo d’averlo preso ancora in quel posto.

Pace e bene a tutti.

Dott. Lange’ Tiziano

 

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